Hai mai visto un bagno pubblico?

29.06.2025 15:25
Hai mai visto un bagno pubblico?

Piazza Rossio: Il Declino dei Bagni Pubblici a Lisbona

Piazza Rossio, conosciuta ufficialmente come piazza Dom Pedro IV, rappresenta uno dei fulcri della vita a Lisbona, frequentata da un gran numero di turisti e residenti ogni giorno. Caratterizzata da un’ampia area verde e da un’imponente fontana, questa piazza nasconde una storia legata ai bagni pubblici sotterranei, che fino agli anni Sessanta erano accessibili tramite scale che portavano a due ingressi, ora scomparsi, riporta Attuale.

Progettati nel 1921, i bagni pubblici della piazza erano tra i tanti presenti a Lisbona, utilizzati principalmente da passanti, ma soprattutto dai fiorai che operavano negli stand presenti in piazza. Anche se i fiorai sono rimasti, l’ingresso ai bagni è stato chiuso, costringendoli a trovare soluzioni alternative, come utilizzare bottiglie di plastica o secchi.

Negli ultimi anni, il numero di bagni pubblici a Lisbona, come in molte altre città europee, è diminuito drasticamente. Ciò che un tempo era considerato un servizio pubblico essenziale è stato progressivamente esternalizzato a società private, a fronte della crescente diffusione dei bagni domestici. Anche se esistono strutture storiche ce ne sono molte che sono state smantellate o sono state riconvertite per usi diversi. Un esempio emblematico è una piccola struttura nei giardini Mario Soares, oggi diventata una pizzeria, oppure un chiosco a Cais do Sodré, convertito in biglietteria del trasporto pubblico.

La riduzione dei bagni pubblici è un fenomeno osservabile in tutta Europa, ma i dati precisi sono difficili da reperire. In base a una ricerca condotta da una società britannica, il Portogallo ha solo 13 bagni pubblici ogni 100.000 abitanti, mentre l’Italia ne ha 7. È emerso che paesi come l’Islanda e la Svizzera sono molto più avanti, con rispettivamente 56 e 46 bagni per 100.000 abitanti.

La difficoltà di individuare bagni pubblici ha portato alcune persone a creare delle mappe e guide online, nonché profili su TikTok che forniscono informazioni utili. Inoltre, sono nate anche app a pagamento dedicate a questo scopo.

A Lisbona, l’associazione Infraestrutura Pública sta portando avanti un progetto per raccogliere dati sui bagni pubblici esistenti. Si è impegnata per tre anni nella realizzazione di un libro che documenterà queste informazioni, affrontando le sfide di associare testimonianze e fotografie delle aree un tempo occupate dai bagni. Infatti, alcuni edifici storici sono stati identificati come ex bagni pubblici grazie alla consultazione di piante architettoniche.

Affrontare il tema dei bagni pubblici non è cosa semplice. Come afferma Marta Sternberg, attivista dell’associazione, quando si discute di spazi urbani come parchi e panchine, c’è un grande interesse, ma la questione dei bagni pubblici è spesso sottovalutata, nonostante costituisca una necessità fondamentale per chi lavora in strada, come tassisti e operatori di diverse categorie.

Per riportare all’attenzione il dibattito, nel 2024 Infraestrutura Pública ha sviluppato un bagno pubblico portatile. Questo bagno, costruito con materiali ecologici e dotato di una struttura essenziale, è stato posizionato in vari punti della città, offrendo ai cittadini la possibilità di utilizzarlo gratuitamente, con in aggiunta acqua, sapone e carta igienica.

L’associazione ha anche realizzato una mappatura dei bagni disponibili, elencando quelli gratuiti e le loro ore di apertura. Dal 2012, la gestione di tali strutture è passata ai municipi, complicando ulteriormente il sistema che si occupa dei bagni pubblici. Secondo le indagini dell’associazione, attualmente a Lisbona esistono 37 bagni pubblici comunali e circa 90 automatizzati gestiti da società private.

I costi per l’utilizzo dei bagni variano: quelli pubblici possono essere gratuiti o costare fino a un euro, mentre i bagni automatizzati richiedono solo 10 centesimi. Tuttavia, non restituiscono il resto e gli orari di apertura sono spesso limitati, rendendo la situazione ancora più complicata. In effetti, l’assenza di una visione d’insieme porta a discriminazioni di genere, poiché gli uomini possono più facilmente utilizzare le strade come toilette, mentre le donne trovano questa pratica molto più difficile e rischiosa.

Inoltre, per trasformare bagni gratuiti in strutture a pagamento sono stati installati tornelli, rendendo l’accesso più difficile per chi ha mobilità ridotte e fa uso di carrozzine. Anche i nuovi bagni automatizzati di JCDecaux presentano limitazioni, dato che solo il 10% saranno accessibili ai disabili e alcuni prevedono un tempo massimo di permanenza di 15 minuti, creando possibili imbarazzi.

Sternberg evidenzia anche l’importanza sociale dei bagni pubblici tradizionali, dove gli operatori sono diventati punti di riferimento per la comunità locale. Queste persone non forniscono solo un servizio di lavaggio, ma sono anche disponibili a chiacchierare o a dare indicazioni.
Gli addetti alla pulizia di questi bagni svolgono il loro lavoro con dedizione, nonostante affrontino condizioni precarie e mancanza di tutele adeguate, come dimostrano le storie di chi lavora nei bagni pubblici di via Voz do Operário. Qui, ad esempio, le mance sono utilizzate per migliorare l’ambiente di lavoro e mantenere gli spazi in condizioni dignitose.

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