Il Canada abolirà la tassa sui servizi digitali e risolverà i conflitti con gli Stati Uniti

30.06.2025 10:15
Il Canada abolirà la tassa sui servizi digitali e risolverà i conflitti con gli Stati Uniti

Il governo canadese ridiscute la tassa sui servizi digitali in un contesto commerciale teso con gli Stati Uniti

Il governo del Canada ha annunciato la sua disponibilità ad abolire la tassa sui servizi digitali, una misura che ha suscitato numerose critiche da parte delle multinazionali tecnologiche statunitensi. Questa iniziativa aveva persino costretto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a interrompere le trattative sui dazi con il Canada. La tassa, fissata al 3%, si applica ai profitti derivanti dalla pubblicità e dalla vendita dei dati delle piattaforme tecnologiche, ed è stata implementata nel 2024. Le aziende erano attese a effettuare i primi pagamenti proprio oggi; tuttavia, l’obbligo di pagamento è stato temporaneamente sospeso fino all’approvazione parlamentare dell’abolizione definitiva, riporta Attuale.

Durante una conversazione avvenuta domenica, il primo ministro canadese Mike Carney ha trattato con Trump riguardo a questa tassa e, stando a quanto riportato dal New York Times, le trattative commerciali sui dazi sono state riavviate. Gli Stati Uniti e il Canada, storicamente, godono di un forte legame commerciale. Tuttavia, il Canada è stato tra i paesi maggiormente colpiti dai dazi imposti da Trump, che sono stati parzialmente implementati e per i quali sono in corso negoziati per nuovi accordi commerciali. Queste misure potrebbero mettere a rischio i profitti delle aziende canadesi e provocare un aumento dei costi per i consumatori statunitensi.

In un contesto simile, si assiste a sviluppi riguardanti un’altra tassa, la global minimum tax, che impone un’aliquota minima del 15% sui profitti delle società tecnologiche ed è in vigore da un anno in diversi paesi nel mondo. Sabato, i membri del G7 – un gruppo che comprende le nazioni più influenti, tra cui l’Italia – hanno deciso di escludere le multinazionali statunitensi dall’obbligo di pagamento, sottolineando come questa concessione sia legata alle trattative in atto sui dazi.

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