Gpl, il rischio zero non esiste: regole di sicurezza nelle città a cinquanta metri dai luoghi affollati

05.07.2025 02:15
Gpl, il rischio zero non esiste: regole di sicurezza nelle città a cinquanta metri dai luoghi affollati

Incidente al distributore di Roma: sicurezza e misure preventive

Roma, 5 luglio 2025 – GPL. È impossibile non pensare alla strage di Viareggio, una ferita sempre aperta: 32 vittime il 29 giugno 2009 a causa dell’esplosione delle cisterne sul treno in stazione. Recentemente, si è verificata un’esplosione al distributore di Roma, e nel 2018 un altro grave incidente era accaduto nella provincia di Rieti. Lo stesso anno, il 6 agosto, si era verificato un disastro sull’A14 a Bologna, con l’autostrada gravemente danneggiata.

Giampietro Boscaino, ingegnere e direttore centrale della prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco, ha affrontato il tema della sicurezza nei pressi degli impianti di rifornimento. «Dobbiamo sentirci sempre in pericolo quando ci avviciniamo a un impianto di rifornimento, ad esempio durante il caldo estremo?» chiede. «No, assolutamente no. Quel che è successo a Roma non è legato alle condizioni meteorologiche. Se così fosse, i problemi sarebbero costanti», riporta Attuale.

Le associazioni coinvolte sono unitarie: chiedono l’uscita del GPL dalle aree urbane. Attualmente ci sono più di 4.500 impianti nel paese. «La normativa già stabilisce che siano collocati in zone a bassa densità abitativa e determina distanze specifiche; ad esempio, non possono esserci punti di grande assembramento entro 50 metri», afferma Boscaino. Riguardo l’idea che gli impianti possano diventare bombe per le città, dice: «Basta osservare le immagini di impianti simili in Francia, con serbatoi fuori terra davvero impressionanti».

Quali sono, allora, le misure di sicurezza adottate nella progettazione di un impianto a GPL? «Innanzitutto, chiarisco, si tratta di gas di petrolio liquefatti, che rimangono in forma liquida solo in specifiche condizioni di pressione. I distributori sono regolati da un decreto del Presidente della Repubblica, il 340 dell’ottobre 2003. Questi sono regolamenti ben concepiti, che sono sempre stati applicati».

Ma cosa accade se qualcuno colpisce accidentalmente una colonnina? «Non succede assolutamente nulla. Questi depositi sono dotati di una sicurezza intrinseca. Anche in caso di impatto con le colonnine, ci sono meccanismi che interrompono automaticamente l’erogazione del gas».

Per quanto riguarda l’esplosione di Roma, si parla di “bleve” da GPL. Cosa significa? «Si tratta di un’espansione rapida di vapori da un liquido surriscaldato. Se un’autobotte carica di GPL subisce un danno significativo a causa di un incendio, tutto il liquido in essa contenuto può trasformarsi in vapore in un attimo. Sembra che il problema si sia manifestato durante la fase di travaso, che è critica».

Boscaino assicura che esistono sistemi di sicurezza efficaci. Tuttavia, avverte: «Il rischio zero non esiste. Anche con il mezzo più avanzato, se si guida distrattamente, un incidente è sempre possibile. C’è sempre una componente di errore umano».

Viene quindi posta la questione se non sarebbe opportuno effettuare i travasi di notte. «Condurre i travasi solo in orario notturno significherebbe concentrare numerose autobotti su strade e autostrade, spostando il problema piuttosto che eliminarlo».

In seguito a questo grave incidente a Roma, ci saranno cambiamenti nelle procedure? «Naturalmente, ogni volta che si verifica un simile evento, rivediamo le nostre norme. Tuttavia, devono emergere elementi nuovi, e in questo caso non ne vedo. Stiamo parlando di una normativa ben funzionante», conclude Boscaino. Ricorda un altro incidente simile, avvenuto nel 2018 in provincia di Rieti, che ha causato due morti, tra cui un vigile del fuoco che cercava di aiutare.

«Il sistema è virtuoso. Ogni anno si eseguono centinaia di migliaia di travasi, specialmente in questo periodo dell’anno; non dico ogni giorno, ma quasi», conclude Giampietro Boscaino.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere