Proteste a Milano: scontri tra manifestanti e forze dell’ordine durante il corteo

19.04.2026 05:35
Proteste a Milano: scontri tra manifestanti e forze dell'ordine durante il corteo

Tensione a Milano durante le manifestazioni contro la remigrazione

Nel pomeriggio di sabato, alle 15.20, Milano ha vissuto un momento di tensione previsto, con il corteo dichiarato problematico da Lambretta e Zam. La polizia ha eretto un imponente sbarramento all’incrocio tra via Borgogna e via Cino del Duca, utilizzando blindati e reti metalliche, al fine di proteggere piazza San Babila e l’asse che conduce al Duomo, dove si trovava il palco dei Patrioti europei. Gli antagonisti hanno tentato un assalto a distanza lanciando petardi, bottiglie e altri oggetti, ma non hanno mai avuto contatti ravvicinati con le forze dell’ordine, riporta Attuale.

Il lancio di idranti ha fatto indietreggiare i manifestanti, che si sono difesi con uno striscione rinforzato; l’uso di lacrimogeni ha successivamente mantenuto una distanza tra le forze di sicurezza e i manifestanti, chiudendo rapidamente il raid. Questa situazione è stata ben diversa dalle violente proteste avvenute lo scorso autunno, inclusi gli eventi in Stazione Centrale e sulla tangenziale Est, legati alle manifestazioni pro Flotilla e al blitz anti-Olimpiadi.

Entro le 15.30, la situazione era di nuovo calma. La giornata è proseguita senza ulteriori incidenti, nonostante la massiccia presenza delle forze dell’ordine, che hanno visto quasi 700 agenti arrivare da fuori città per garantire l’ordine pubblico e prevenire incroci pericolosi. Due contromanifestazioni erano programmate, la prima in piazza Lima, lungo corso Buenos Aires, che ha preso vita attorno alle 14 con le bandiere del centro sociale Cantiere e della rete No Cpr, insieme a Rifondazione comunista e Alleanza verdi e sinistra.

Tra i partecipanti, l’europarlamentare Ilaria Salis ha dichiarato: “È importante essere qui oggi perché la remigrazione è una pratica, è un’idea neofascista e quindi deve essere osteggiata. Ci dobbiamo opporre a questo scempio, ci dobbiamo opporre a questa barbarie, ci dobbiamo opporre alle discriminazioni”. Rispondendo a critiche sul vicepremier Matteo Salvini e le sue dichiarazioni riguardo l’iniziativa “Senza paura. In Europa padroni a casa nostra”, Salis ha affermato: “Il fascista è lui”, concludendo che manifestazioni come quella dei Patrioti non devono avere legittimità in nessun giorno dell’anno.

Lo striscione di apertura “Milano è migrante” si dirigeva verso Porta Venezia, mentre i “patrioti” si allontanavano, evitando incontri pericolosi. Nel frattempo, in piazza Tricolore si radunava l’ala dura dei manifestanti, guidata da Lambretta e Zam, con circa mille partecipanti, ma solo alcune decine hanno preso parte agli scontri di via Borgogna. I cortei si sono poi riuniti davanti a Palazzo di Giustizia per percorrere l’ultimo tratto, passando davanti al Policlinico, dove sono apparse scritte come “Salvini appeso” e “Celerini lapidati”, e hanno concluso in piazza Santo Stefano, vicino all’Università Statale. Alcuni manifestanti hanno proseguito verso Porta Romana, seguiti dalle camionette della polizia, causando alcuni disagi nella circolazione senza ulteriori incidenti rilevanti.

Giulia BonezziNicola Palma

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