Roma, 12 luglio 2025 – La multa per sosta vietata nelle strisce blu subirà un incremento. Infatti, il 25 giugno, una circolare del Viminale ha apportato modifiche significative relative a questo aspetto, seguendo quanto stabilito dal nuovo codice della strada voluto dal ministro Matteo Salvini, riporta Attuale.
Modifiche riguardanti la sosta a pagamento
La riduzione del 30%, attivabile nel caso di pagamento di una sanzione entro cinque giorni, non si applica alla tariffa giornaliera. È noto che chi viene multato, ad esempio, per un prolungamento del tempo di sosta, oltre alla multa di 42 euro per sosta vietata, deve anche considerare il costo della tariffazione giornaliera del parcheggio a pagamento. Prima dell’emissione di questa circolare, lo sconto era previsto su entrambe le voci. Tuttavia, tale disposizione ha creato un forte malcontento, sia tra i comuni che nei comandi delle Polizie municipali. Pertanto, il ministero ha deciso di correggere il tiro e fare chiarezza.
Le dichiarazioni dell’esperto
“È una decisione corretta, che attendevo da tempo insieme ad altri colleghi”, ha commentato Roberto Benigni, vicepresidente Anvu, l’associazione professionale della polizia locale in Italia. Continua dicendo che “la differenza tariffaria non deve essere soggetta allo sconto del 30%, introdotto qualche anno fa per tutte le sanzioni. Questa regolamentazione deve applicarsi esclusivamente alla violazione di sosta, riducendo da 42 euro a 29,40 euro, mantenendo comunque la regola dei 5 giorni. La tariffa giornaliera, come stipulato nella circolare, deve essere pagata per intero”. In effetti, il ministero ha dovuto rivedere la propria posizione in considerazione del fatto che, come sottolineato da Benigni, “in molti comuni di dimensioni medio-piccole, la gestione delle soste è affidata a ditte private e questa differenza tariffaria viene riscossa proprio da queste società”.
Sospensione breve della patente: cosa bisogna sapere
La stessa circolare si occupa altresì della sospensione breve della patente, introdotta dal nuovo codice della strada per coloro che possiedono meno di 20 punti e sono stati identificati durante la violazione. Secondo il direttore centrale del Viminale, “è necessario che vi sia identità temporale tra l’identificazione del trasgressore e la rilevazione della violazione ai fini dell’applicazione della norma”. Questo perché “è con l’accertamento che la condotta che viola le norme diventa giuridicamente rilevante”.
Limitazioni alla sospensione breve
Di conseguenza, il dirigente prosegue affermando che “è ragionevole escludere l’applicabilità della sospensione breve quando il conducente viene identificato dopo la commissione o l’accertamento della violazione. Tuttavia, la sanzione accessoria in questione si applica quando l’identificazione avviene al momento dell’accertamento, anche se quest’ultimo è successivo alla violazione”.
Una apparente contraddizione viene chiarita in questo modo: “È possibile applicare la sospensione breve per una violazione accertata in ufficio in seguito alla ricostruzione di un incidente stradale, poiché il conducente è identificato al momento della violazione durante i rilievi sul sinistro”.
Allo stesso modo, “la misura si applica per una violazione dell’articolo 174 del codice della strada, commessa prima del controllo e accertata tramite i dati della carta del conducente o del disco del tachigrafo, poiché il conducente viene identificato al momento dell’accertamento e della contestazione della violazione”. Tuttavia, la sospensione breve della patente non si applica “quando il trasgressore è identificato successivamente alla commissione, accertamento e contestazione della violazione”.