Lettonia, il premier Kulbergs vuole azzerare i commerci con Mosca: “dipendenza inutile che alimenta la guerra ibrida”

04.06.2026 12:50
Lettonia, il premier Kulbergs vuole azzerare i commerci con Mosca: “dipendenza inutile che alimenta la guerra ibrida”
Lettonia, il premier Kulbergs vuole azzerare i commerci con Mosca: “dipendenza inutile che alimenta la guerra ibrida”

Il nuovo primo ministro lettone Andris Kulbergs ha annunciato l’intenzione di interrompere completamente gli scambi commerciali con la Russia, definendo i rapporti economici con Mosca una “dipendenza inutile che non fa che aggravare la situazione”. In un’intervista riportata da Caliber, il premier ha incaricato la ministra degli Esteri Baiba Braže di preparare proposte concrete per attuare il disimpegno, sottolineando la necessità di coordinare ogni passo con le norme e i regolamenti dell’Unione Europea.

Kulbergs ha riconosciuto che non tutti i settori possono rinunciare rapidamente alla cooperazione con la Federazione Russa. In particolare, nel settore farmaceutico la riorientazione verso nuovi mercati è ostacolata dalle lunghe procedure di certificazione dei prodotti in altri Paesi. “Le aziende stanno già lavorando per ridurre i volumi di collaborazione con la Russia, ma questo processo richiede tempo”, ha dichiarato il premier, lasciando intendere che per alcuni comparti potrebbero essere previste eccezioni temporanee.

Una scelta di sicurezza nazionale

La mossa di Riga si inserisce in una linea politica già tracciata dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022. Da allora la Lettonia ha adottato una posizione senza compromessi, fornendo a Kiev un sostegno militare, finanziario e umanitario consistente, spingendo per i pacchetti di sanzioni più duri dell’UE e chiedendo la confisca dei beni russi congelati. Il Paese ha inoltre bandito i media russi, smantellato i monumenti di epoca sovietica e completato la transizione dell’intero sistema scolastico alla lingua lettone.

Secondo i dati ufficiali, nel primo trimestre del 2026 le esportazioni lettoni verso la Russia sono ammontate a 244,15 milioni di euro, mentre le importazioni dalla Russia si sono fermate a soli 10,51 milioni di euro. Un flusso commerciale asimmetrico che, secondo il governo di Riga, rappresenta un canale di influenza ibrida per il Cremlino.

Il modello lettone e le divisioni in Europa

La posizione di Kulbergs contrasta con l’approccio di alcuni Paesi UE che continuano a cercare spazi per mantenere o ripristinare relazioni economiche ed energetiche con Mosca. La divergenza crea una linea di faglia interna all’Unione tra gli Stati del fianco orientale – che percepiscono direttamente la minaccia russa – e quelli per cui gli interessi economici prevalgono ancora sui rischi per la sicurezza.

L’esperienza lettone mostra come la resilienza a lungo termine all’influenza russa richieda non solo deterrenza militare, ma anche una sistematica riduzione della dipendenza economica, tradizionalmente usata dal Cremlino come strumento di pressione. Per ora, Riga si propone come un laboratorio concreto di quella che potrebbe diventare una linea guida per tutta l’Europa.

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