Denunce di violenze e omicidi attorno al tempio di Dharmasthala
A inizio luglio un ex addetto alle pulizie del noto tempio induista di Dharmasthala, nello stato meridionale indiano del Karnataka, ha presentato una denuncia alla polizia riguardante omicidi e stupri di massa verificatisi nell’area circostante il tempio tra il 1995 e il 2014. L’individuo, la cui identità rimane sconosciuta, ha affermato di aver deciso di parlare solo ora, dopo oltre dieci anni, poiché non riusciva più a reggere il peso di tali crimini, riporta Attuale.
Secondo il suo racconto, sarebbe stato costretto a occultare i corpi di “centinaia” di persone, bruciandoli, seppellendoli o gettandoli nel fiume Nethravathi. Molti di essi sarebbero stati giovani donne e bambine soggette a violenze sessuali. Le prime operazioni di riesumazione sono programmate per iniziare nei prossimi giorni.
L’ex addetto ha raccontato di essersi trasferito altrove nel 2014 a causa delle sue paure per la propria sicurezza e quella della famiglia. Proveniente dalla comunità dei “dalit”, considerati gli “intoccabili”, ha sottolineato che, sebbene ufficialmente il sistema delle caste sia stato abolito, i “dalit” rimangono tra i segmenti più emarginati e vulnerabili della società indiana.
Non è stata presentata denuncia contro specifiche persone, ma ha spiegato che fu costretto dai propri superiori a tacere. Da secoli, la gestione del tempio di Dharmasthala e delle sue risorse è di competenza della stessa famiglia, discendente di quello che si crede sia il fondatore, Birmanna Pergade. Tradizionalmente, il ruolo di capo della famiglia spetta sempre al maschio più anziano. Dal 1968, questo ruolo è ricoperto da Veerendra Heggade, una figura di grande influenza, che nel 2022 è diventato anche membro della camera alta del parlamento indiano grazie a una nomina del Bharatiya Janata Party, il partito del primo ministro Narendra Modi.
Recentemente, il nome della famiglia Heggade è emerso su diversi giornali e canali di informazione in relazione al caso degli omicidi di Dharmasthala, sebbene l’ex addetto alle pulizie non abbia mai pronunciato il nome della famiglia pubblicamente. Recentemente, la famiglia ha chiesto assistenza legale, ottenendo una sentenza che ordina la rimozione di contenuti che associano il loro nome agli omicidi di Dharmasthala.
Questo non è, tuttavia, il primo caso in cui membri della famiglia Heggade sono stati coinvolti in situazioni di violenza e omicidi. Nel 2012, Veerendra Heggade fu accusato dai familiari di Soujanya, una studentessa di 17 anni trovata morta nella zona di Dharmasthala, di aver protetto i colpevoli del suo stupro e omicidio. Questo caso è ben noto in India, e le rivelazioni dell’ex addetto alle pulizie hanno spinto alcune associazioni femministe a richiedere la riapertura del caso.
Richieste analoghe provengono anche dai familiari di persone scomparse nella regione o decedute in circostanze misteriose. In risposta alla crescente pressione pubblica, la polizia del Karnataka ha istituito una squadra investigativa di 19 agenti per rivalutare i casi irrisolti risalenti a oltre dieci anni fa, periodo durante il quale si sono verificati i crimini denunciati dall’ex addetto alle pulizie del tempio.