La Francia oppone l’accordo sui dazi tra UE e Stati Uniti

28.07.2025 13:35
La Francia oppone l'accordo sui dazi tra UE e Stati Uniti

Durissime critiche alle decisioni sui dazi tra UE e USA

Lunedì, il primo ministro francese François Bayrou ha espresso valutazioni molto critiche riguardo all’accordo sui dazi stipulato fra Stati Uniti e Unione Europea, reso noto domenica sera. In un messaggio pubblicato su X, ha dichiarato:

«È un giorno buio quello in cui un’alleanza di persone libere, unite per affermare i loro valori e difendere i loro interessi, finisce per sottomettersi»

L’intesa prevede che i dazi americani sulle merci europee saranno fissati al 15%, mentre l’Unione non applicherà tariffe aggiuntive sui prodotti statunitensi. Inoltre, si è impegnata a investire ingenti somme nell’acquisto di energia, armamenti e altri beni dagli Stati Uniti, riporta Attuale. Questo accordo è stato percepito come una vittoria per Trump sia dal punto di vista commerciale che politico, mentre l’Unione Europea ha evitato scenari estremi, come l’intensificazione della guerra commerciale o dazi ancora più elevati, pur non riuscendo a far valere le proprie condizioni.

Nelle discussioni, la Francia ha costantemente sostenuto un approccio fermo nei confronti di Trump, proponendo misure significative come l’aumento dei dazi sui prodotti americani e restrizioni sugli investimenti europei negli Stati Uniti: una strategia che è risultata opposta ai risultati ottenuti. Critiche simili a quelle espresse da Bayrou sono emerse anche da altri membri del governo francese. Benjamin Haddad, ministro degli Affari europei, ha definito l’accordo «squilibrato», denunciando che gli Stati Uniti hanno scelto la coercizione economica, trascurando le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio.

Le reazioni negative hanno coinvolto anche le forze di opposizione, provenienti da entrambi gli schieramenti. Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha definito l’accordo come una «resa» dell’Unione, cogliendo l’occasione per attaccare la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il governo francese. Dall’altro lato, Olivier Faure, leader del Partito Socialista, ha commentato l’accordo quale «vergogna».

Le divergenze tra i vari paesi dell’Unione hanno rappresentato un ostacolo significativo durante le trattative, poiché diversi stati privilegiavano una posizione più prudente per non compromettere le loro economie interne. La Germania, inizialmente in linea con la Francia, ha chiesto un accordo tempestivo con gli Stati Uniti per proteggere le esportazioni delle proprie aziende, in particolare del settore automobilistico. Tuttavia, nelle settimane precedenti, il cancelliere Friedrich Merz ha iniziato ad avvicinarsi alla strategia più aggressiva della Francia, consapevole dei tempi ristretti per una negoziazione efficace.

L’Italia ha mantenuto una posizione ambiguo nello sviluppo delle trattative; la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha cercato di sfruttare le sue relazioni con Trump per ottenere una riduzione dei dazi, senza però raggiungere risultati positivi. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha osservato che la soglia del 15% è «assolutamente sostenibile».

La mancanza di unità nelle posizioni all’interno dell’Unione ha rappresentato uno dei principali problemi nel corso delle trattative, danneggiando la capacità di negoziazione di von der Leyen.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere