Regionali in Veneto: Zaia conferma la lista personale e propone un vertice di coalizione

28.07.2025 23:05
Regionali in Veneto: Zaia conferma la lista personale e propone un vertice di coalizione

Nonostante l’indifferenza mostrata dal resto della coalizione e persino da Salvini, il doge rimane fermo sulla sua proposta di una lista personale, riporta Attuale.

Ma cosa desidera davvero ottenere il governatore uscente del Veneto, Luca Zaia, da questa battaglia pre-elettorale? Questa è la questione che si pone tra coloro che seguono con attenzione i preparativi per le elezioni regionali di autunno. Con il passare delle settimane, le indicazioni suggeriscono che il doge non abbia alcuna intenzione di rinunciare all’idea di una lista personale, che rimarrebbe autonoma rispetto alla coalizione formata dai tre principali partiti (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia). Una lista che, come ha ribadito più volte, potrebbe ottenere «Il 40 o il 45% delle preferenze», conquistando anche l’attenzione degli elettori del centrosinistra.

Salvare chi l’ha seguito in questi anni

«L’intento è quello di assicurare continuità amministrativa», spiegano i suoi più fedeli sostenitori. E aggiungono: «C’è forte spinta dal territorio; la popolazione desidera che lui avvii la lista e crede che ciò possa fortificare la coalizione», dato che «Lega, FdI e FI sono un’entità, ma l’aggiunta della lista Zaia contribuirebbe a sottrarre voti alla sinistra». C’è di più. Negli anni passati, diversi consiglieri regionali e figure politiche hanno supportato il suo progetto. Senza una lista propria, molti di essi rischierebbero di essere esclusi. E lui non desidera lasciare nessuno indietro.

I vecchi retaggi padani

Poi emerge una questione più profonda, relativa all’identità della Lega e alle sue evoluzioni. Negli ultimi tempi, il partito ha subito notevoli cambiamenti: da movimento padano legato alla visione di Umberto Bossi, si è trasformato, sotto l’impulso di Salvini, in un soggetto nazionale, alterando le sue battaglie fondamentali. Tra queste, l’autonomia regionale, che continua a essere una priorità per Zaia (non a caso, alla fine del 2024, pubblicherà un libro intitolato Autonomia. La rivoluzione necessaria). Questa prospettiva rende sempre più marcata la distanza non solo dalla Lega nazionale, ma anche dai partner di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Come sostengono le persone più vicine al doge, «si distingue un modello di amministrazione differente da quello della Lega, di FdI e di FI, più incentrato su un’autonomia effettiva». È questa visione amministrativa che incoraggia la creazione di una lista indipendente per le prossime regionali.

Nessuna guerra con Salvini

Quindi, la decisione di Zaia non scaturisce da un conflitto, bensì da una rivendicazione politica. Inoltre, coloro che gli sono vicini confermano che non esiste alcuna “guerra” contro il candidato che la Lega, facente riferimento a Salvini, potrebbe proporsi di sostenere: Alberto Stefani. «A Zaia piace questo nome», assicurano, anche se inizialmente la sua candidatura era vista come potenzialmente divisiva a causa della sua vicinanza al segretario federale, da cui il governatore uscente ha preso le distanze su vari temi. Nel frattempo, anche Fratelli d’Italia si sta facendo avanti: come noto da tempo, Giorgia Meloni mira a un ruolo in Veneto, e ci sono due nomi in discussione: i senatori Raffaele Speranzon e Luca De Carlo. Forza Italia ha subito ripresentato la candidatura di Flavio Tosi.

Al tavolo con i tre leader

Nel frattempo, mentre i tre leader della coalizione – Meloni, Salvini e Tajani – trovano difficoltà a trovare un accordo sul nome da presentare, Luca Zaia rimane disponibile al dialogo. Anzi, oggi ha confermato la sua apertura a partecipare a un eventuale incontro del centrodestra: «Ho sempre detto che sono a disposizione. Quando si prenderanno decisioni, se non sarò coinvolto, esprimerò comunque il mio parere. Non in modo provocatorio, ma con serenità e correttezza».

1 Comments

  1. In conclusione, Luca Zaia si tratta di un leader deciso a mantenere la propria autonomia politica attraverso la proposta di una lista personale per le prossime elezioni regionali. La sua strategia è guidata dal desiderio di garantire continuità amministrativa e di rispondere a una domanda crescente di autonomia regionale, distinguendosi dalle direzioni più nazionaliste assunte dalla Lega. Pur non volendo scatenare conflitti con gli alleati, Zaia si prepara a rafforzare la sua posizione, coinvolgendo al contempo i sostenitori locali, offrendo così una proposta che potrebbe attrarre anche gli elettori del centrosinistra. La sua apertura al dialogo con i leader della coalizione potrebbe rivelarsi cruciale nel definire il futuro politico del Veneto e dell’intera alleanza di centrodestra.

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