Jihad Islamica pubblica video di soldato israeliano prigioniero
Le Brigate Al Quds, l’ala militare del gruppo islamista Jihad Islamica, hanno rilasciato un filmato in cui compare Rom Barslavski, un soldato israeliano catturato da un’unità delle stesse Brigate il 23 luglio, data dalla quale non si avevano più notizie. Secondo quanto riferito dall’emittente panaraba qatariota Al Jazeera, nel video il giovane di 22 anni supplica il governo israeliano: «Fate entrare il cibo prima che muoia di fame, sono sull’orlo della morte e vivo all’inferno.» Barslavski dichiara di essere prigioniero delle Brigate Al Quds da quasi due anni e descrive un grave deterioramento delle sue condizioni di salute causato, in particolare, dalla scarsità di cibo. «Dalla mattina alla sera non c’è nulla, mangio tre polpette di falafel al giorno» o «a malapena un piatto di riso,» aggiunge piangendo. «Non mangio e non bevo semplicemente. Qui non c’è cibo, è scarsissimo, lo otteniamo a malapena». Il soldato racconta, inoltre, di aver visto in tv le immagini di bambini a Gaza: «Ho visto bambini morire di fame, scheletri umani. Non avevo mai visto scene simili prima d’ora.»
Barslavski lancia poi un accorato appello al governo israeliano, dichiarando: «Questo non è etico, è una tortura contro di loro, contro bambini innocenti. Che colpa hanno per meritarsi tutto questo?» Con toni disperati, richiede ai leader israeliani di «fermare questo inferno in cui viviamo, fermate questa sofferenza. Vi prego, fermate questa guerra. Basta uccidere i bambini, basta con questa campagna di fame contro di loro. Queste azioni non sono degne delle vostre coscienze». Conclude affermando: «Se non lo fate per i bambini di Gaza, fatelo almeno per i vostri prigionieri a Gaza. Fate entrare cibo e acqua. Vi supplico.»
Il filmato ritrae Barslavski mentre scrive in ebraico nel suo diario tra le lacrime, accompagnato da fotografie di quando era più giovane e scene di bambini palestinesi che soffrono per la fame. La registrazione termina con un messaggio chiaro delle Brigate: «Ciò che soffre il nostro popolo lo soffrono i vostri prigionieri», enfatizzando il parallelo tra la sofferenza dei detenuti israeliani e quella della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, attualmente sotto assedio, riporta Attuale.