I Repubblicani MAGA si schierano contro Israele

10.08.2025 15:25
I Repubblicani MAGA si schierano contro Israele

Il cambiamento nella posizione del Partito Repubblicano riguardo a Israele

Il sostegno incondizionato verso Israele ha caratterizzato la politica estera del Partito Repubblicano negli Stati Uniti per decenni. Tuttavia, recentemente, è emerso una critica costruttiva da parte di alcuni gruppi del movimento MAGA, guidato dall’ex presidente Donald Trump, che ha iniziato a esprimere dissenso. Ribadisce Attuale.

Ad esempio, a luglio, Marjorie Taylor Greene, nota deputata del movimento, ha etichettato le azioni israeliane a Gaza come un “genocidio“. Nonostante la sua popolarità controversa all’interno del partito, le sue affermazioni hanno evidenziato una crescente insoddisfazione tra diversi membri della destra populista, riflettendo un cambiamento significativo nel panorama politico.

Nel mese di giugno, Steve Bannon, ex consigliere di Trump e figura influente nella destra americana, ha dichiarato di sostenere Israele, ma ha anche avvertito che gli israeliani non possono dare per scontato il sostegno degli Stati Uniti. Tucker Carlson, ex presentatore di Fox News, ha criticato l’uso dei fondi pubblici per bombardare luoghi significativi, evidenziando il malcontento riguardo all’uso degli aiuti americani a Israele.

In un report di marzo, la Heritage Foundation, noto think tank conservatore, ha proposto un riorientamento della relazione tra Stati Uniti e Israele verso una partnership strategica tra pari, piuttosto che un supporto incondizionato. Questa proposta riflette una prospettiva più pragmatica e meno ideologica, allineandosi con il Project 2025, che ha influenzato molte delle recenti politiche dell’amministrazione Trump.

J.D. Vance, vicepresidente e figura non propriamente parte della destra populista, ha sottolineato l’urgenza della situazione a Gaza, esprimendo preoccupazione per le immagini di persone in condizioni di denutrizione e affermando che Israele deve intensificare gli sforzi per facilitare l’ingresso degli aiuti. Anche Trump ha recentemente contraddetto Netanyahu riguardo alla presenza di carestia nella regione, evidenziando la necessità di un intervento umanitario immediato.

Queste opinioni, espresse da Greene, Bannon e Carlson, rappresentano una corrente di pensiero all’interno del movimento MAGA che si distacca dall’ortodossia tradizionale del Repubblicano. Questo gruppo tende verso una posizione isolazionista, sostenendo una maggiore attenzione alle questioni interne piuttosto che agli impegni internazionali. Ciò è esemplificato dalla loro opposizione a un intervento militare in Iran, in supporto a Israele, evidenziando un desiderio di evitare nuovi conflitti in Medio Oriente.

Le opinioni più scettiche nei confronti di Israele, all’interno del movimento MAGA, si riflettono anche nelle percezioni più ampie dell’elettorato di destra americano, specialmente tra i giovani. Un recente sondaggio del Pew Research Center ha mostrato che il numero di Repubblicani tra i 18 e i 49 anni con opinioni negative su Israele è aumentato significativamente, passando dal 35% al 50% in un breve periodo, mentre i Repubblicani più anziani hanno mantenuto posizioni più tradizionali.

Steve Bannon ha osservato che tra i giovani del movimento MAGA, il sostegno a Israele è quasi assente. Questo cambiamento è visto da molti come una risposta frustrata alle azioni di Netanyahu, tale da provocare una reazione negativa tra i più fedeli sostenitori MAGA. Tuttavia, nonostante queste tendenze emergenti, una maggioranza dei Repubblicani continua a esporsi a favore di Israele.

Molti membri del partito, tuttavia, mantengono la loro posizione tradizionale di sostegno al governo israeliano. Mike Johnson, speaker della Camera, ha recentemente visitato luoghi sacri come il Muro del Pianto, ribadendo l’impegno della sua parte politica verso Israele e l’importanza della continua alleanza tra i due paesi.

Rimane da vedere quanto questo cambiamento crescente della posizione del movimento MAGA influenzerà le decisioni di Trump e del suo entourage sulle politiche riguardanti Israele, e se il suo governo continuerà a mantenere una posizione forte e vicina a Israele, nonostante le crescenti voci critiche all’interno del partito.

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