Israele intensifica le demolizioni in Libano nonostante il cessate il fuoco
Nonostante il cessate il fuoco concordato con il governo libanese, Israele sta proseguendo con una sistematica operazione di demolizioni nel sud del Libano, riporta Attuale.
Le forze armate israeliane continuano a essere schierate a circa 20 chilometri all’interno del territorio libanese, a sud del fiume Litani. Secondo gli accordi, l’esercito non può superare questa linea, nota come “linea gialla”, simile a quella che separa l’area controllata dall’esercito israeliano da quella palestinese nella Striscia di Gaza.
In quest’area, Israele sta impiegando un gran numero di escavatori e bulldozer per demolire edifici pubblici, abitazioni, scuole e moschee, avvalendosi anche di privati. Questa operazione di demolizione è iniziata con i bombardamenti all’inizio della guerra, in risposta ai lanci di razzi da parte della milizia libanese sciita Hezbollah, sostenuta dall’Iran. Lo scorso 2 marzo, l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione dei civili lungo la linea di demarcazione tra Israele e Libano, espandendo progressivamente l’area interessata fino a includere i territori a sud del fiume Zahrani, circa 40 chilometri nel territorio libanese.
Un’indagine di BBC Verify ha rivelato che da inizio guerra l’esercito israeliano ha abbattuto oltre 1.400 edifici, cancellando interi villaggi con bombardamenti e demolizioni controllate. Secondo quanto riportato, si tratta probabilmente di un numero sottostimato. Anche il quartier generale della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite (UNIFIL) a Naqura ha subito danni.
Il governo israeliano ha dichiarato l’intenzione di creare un’«area cuscinetto» che si estenderebbe per circa il 10% del territorio libanese, destinata a garantire la sicurezza del nord di Israele dai lanci di Hezbollah. Le operazioni di demolizione sono considerate parte di questo piano.
Molti esperti di diritto internazionale sostengono che le demolizioni sistematiche di edifici civili, come quelle attuate da Israele, configurino una violazione del diritto internazionale e possano essere considerate crimine di guerra. Il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che in quest’area verrà utilizzato un modello simile a quello di Rafah e Beit Hanoun, due città della Striscia di Gaza rase al suolo, ordinando ulteriormente di «accelerare» la distruzione nel Libano.
Secondo Haaretz, l’esercito sta anche facendo ricorso a ditte private per accelerare le demolizioni, con alcune di queste già attive nella Striscia di Gaza. Le fonti militari riferiscono che alcune ditte sono pagate in base al numero di edifici distrutti. Inoltre, molte di queste aziende hanno legami con i movimenti di colonizzazione attivi nei territori occupati.
Con le ordinanze di evacuazione, oltre un milione di persone sono state sfollate. Da venerdì, in seguito all’entrata in vigore del cessate il fuoco, migliaia di sfollati stanno tentando di tornare a casa, rischiando di trovare abitazioni danneggiate o distrutte e di ritrovarsi sotto bombardamenti in caso di violazioni dell’accordo. I collegamenti tra il nord e il sud del Libano sono complicati dalla distruzione di numerosi ponti da parte di Israele, che mira a ostacolare le operazioni di Hezbollah.