La Cina fornisce supporto militare all’Iran mantenendo un profilo neutrale

19.04.2026 16:35
La Cina fornisce supporto militare all’Iran mantenendo un profilo neutrale

Cina sospetta di fornire aiuti militari all’Iran mentre mantiene una posizione neutrale nel conflitto

Nei giorni scorsi, diversi media internazionali hanno riportato inchieste che illustrano come la Cina possa aver fornito segretamente aiuti militari all’Iran, o fosse pronta a farlo. Secondo le fonti, il governo cinese potrebbe aver anche influenzato il regime iraniano a favore dell’accettazione del cessate il fuoco con gli Stati Uniti, iniziato l’8 aprile, e ha spesso collaborato con i mediatori del Pakistan per cercare una soluzione diplomatica al conflitto. Pubblicamente, tuttavia, la Cina ha mantenuto un profilo neutrale, limitandosi a invitare le parti coinvolte a fermare gli attacchi militari, richiamandosi alle regole del diritto internazionale, riporta Attuale.

Le inchieste rivelano che il regime cinese ha fornito all’Iran componenti utilizzati per missili e droni, supporto di intelligence e altre forniture definite dual use, ossia che possono avere applicazioni sia civili che militari. Secondo informazioni di intelligence statunitensi pubblicate dalla CNN, la Cina avrebbe dato il via libera all’invio di missili trasportabili dai soldati, capaci di abbattere aerei. Il giorno successivo, il New York Times ha confermato queste informazioni attraverso ulteriori fonti di intelligence. Inoltre, il Financial Times ha rivelato che l’Iran ha utilizzato un satellite acquistato dalla Cina per attaccare basi statunitensi nei paesi del Golfo, avendo accesso a informazioni e stazioni di rilevamento gestite da un’altra azienda cinese.

Il governo cinese ha parzialmente smentito e parzialmente evitato di commentare queste notizie. La politica estera della Cina non prevede alleanze formali, ad eccezione di quella storica con la Corea del Nord. Pechino non ha né l’interesse né la volontà di impegnarsi in una guerra che potrebbe rivelarsi costosa e considera la stabilità un valore fondamentale per garantire la crescita del proprio potere economico e politico.

Le connessioni economiche della Cina con l’Iran sono ben note, con la Cina che rappresenta il principale partner commerciale dell’Iran, acquistando oltre l’80% della produzione petrolifera iraniana, specialmente a causa delle sanzioni internazionali che hanno limitato le possibilità di acquisto da parte di altri stati. Attraverso lo Stretto di Hormuz passa circa un terzo del petrolio che la Cina importa. Sebbene il governo cinese abbia dimostrato un’abilità superiore rispetto ad altri paesi nel gestire interruzioni temporanee delle forniture grazie a scorte abbondanti e fonti energetiche alternative, una chiusura prolungata dello stretto avrebbe conseguenze negative anche per l’economia cinese.

La crescente tensione e l’aumento dei prezzi energetici potrebbero limitare la domanda per i beni esportati dalla Cina, su cui si fonda una parte significativa della sua economia. Tale contesto richiede una posizione ambivalente da parte di Pechino, che ha espresso sostegno al ministro degli Esteri iraniano, ma ha sottolineato la necessità di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Inoltre, la Cina ha stabilito relazioni con vari paesi del Golfo, comprendendo partnership tecnologiche e commerci strategici che negli anni hanno acquisito un’importanza maggiore rispetto a quelli con l’Iran. Il governo cinese ha la possibilità di presentarsi come un partner internazionale alternativo rispetto alle azioni militari degli Stati Uniti e alle tensioni con Trump.

La neutralità cinese è strategica anche per mantenere rapporti costruttivi con gli Stati Uniti: a maggio è attesa una visita di Trump a Pechino, inizialmente programmata per marzo ma rinviata a causa della guerra. Durante i colloqui, si discuterà di questioni militari, tecnologiche e commerciali, inclusi i dazi attualmente ancora elevati e reciproci, sebbene ridotti rispetto ai primi mesi del 2025.

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