Crosetto presenta la proposta per potenziare il ministero della Difesa nella cybersicurezza

13.08.2025 09:45
Crosetto presenta la proposta per potenziare il ministero della Difesa nella cybersicurezza

Secondo quanto riportato oggi da Il Messaggero, è in fase di elaborazione un decreto che intende riformare il ministero della Difesa, con un focus sulle modalità di nomina dei vertici militari. I nuovi provvedimenti mirano anche a garantire una maggiore supervisione sui dati delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, estendendo la sicurezza cibernetica a un elenco di soggetti sotto il cosiddetto “perimetro di sicurezza cibernetica”. La testata conferma l’esistenza di una lista segreta di centinaia di entità che devono attenersi a requisiti di sicurezza informatica rigorosi, al fine di evitare infiltrazioni hacker. Queste realtà collaboreranno con i Servizi segreti italiani e l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza, e in caso di inadempienze sono previste pesanti sanzioni. Per il momento, il controllo di tali aziende è sotto l’egida di Palazzo Chigi, Dis (e quindi Aise e Aisi) e del Viminale. Il ministero di Crosetto ora richiede un monitoraggio attento. Infatti, con l’escalation degli attacchi hacker attribuiti al Cremlino, la cyber guerra si sta rivelando un aspetto fondamentale per la difesa. Alla luce del conflitto in Ucraina, tale monitoraggio diventa cruciale, come sottolinea Il Messaggero, e la bozza necessiterà di un’esame dettagliato, inclusa la revisione dal primo ministro.

, riporta Attuale.

Le nomine secondo la bozza della Difesa

La proposta di decreto si focalizza anche sulle modalità di nomina dei vertici delle Forze Armate. Un comitato interforze, composto da rappresentanti della Marina, dell’Esercito e dell’Aeronautica, insieme a un membro del gabinetto del ministro, avrà ora il compito di decidere sulle nomine di generali di brigata, divisione e corpo d’armata. Non saranno più i singoli Stati maggiori a occuparsene.

L’idea degli hacker 007

Non solo, ci sono due disegni di legge in discussione in Parlamento, presentati da Giorgio Mulè, esponente di Forza Italia, e dalla deputata di Fratelli d’Italia Chiesa. Questi progetti mirano a estendere le “garanzie funzionali” degli agenti dei servizi segreti italiani anche ai militari coinvolti nelle operazioni cibernetiche, in particolare nel Comando operazioni in rete (Cor). Tali garanzie consentirebbero ai militari di commettere atti che normalmente sarebbero considerati reati, senza rischiare indagini durante missioni delicate. Mentre la Difesa sembra accogliere con favore queste proposte, Palazzo Chigi rimane più cauto nel giudizio.

1 Comment

  1. Ma che dire… siamo messi male se dobbiamo arrivare a dover mettere in piedi un decreto per garantire la cybersicurezza! E questi progetti di legge con garanzie per gli agenti dei servizi segreti, non è un po’ troppo? Siamo in Italia o in un film di spionaggio? 😒

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