Draghi avverte: l’Europa deve uscire dal margine per contare di più nella geopolitica globale

23.08.2025 06:55
Draghi avverte: l'Europa deve uscire dal margine per contare di più nella geopolitica globale

Draghi avverte l’Europa: è tempo di agire per il futuro

“L’Unione europea, nonostante abbia dato il maggior contributo finanziario alla guerra in Ucraina, ha avuto finora un ruolo abbastanza marginale nei negoziati per la pace. Ed è stata spettatrice anche quando i siti nucleari iraniani venivano bombardati e il massacro di Gaza si intensificava”. Il messaggio di Mario Draghi dal palco del Meeting di Rimini si può sintetizzare così: Europa, sveglia. Lui, “europeista con i piedi per terra”, uomo del Whatever it takes quando guidava la Bce, prende atto che il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui “è evaporata l’illusione che la dimensione economica portasse con sé potere geopolitico e nelle relazioni commerciali internazionali”, riporta Attuale.

La guerra in Ucraina è al centro del discorso di Draghi, intervenuto nel panel ‘Quali orizzonti per l’Europa?’. “Mentre la Cina ha apertamente sostenuto lo sforzo bellico della Russia – le parole dell’ex presidente del Consiglio – le proteste europee hanno avuto poco effetto. Abbiamo dovuto rassegnarci ai dazi imposti dal nostro più grande partner commerciale e alleato di antica data, gli Stati Uniti, e siamo stati spinti dallo stesso alleato ad aumentare la spesa militare, decisione che forse avremmo dovuto prendere anche se in forme e modi diversi”.

E allora, guardando avanti, il monito di Draghi è chiaro: se l’Europa vuole contare di più, deve cambiare marcia. Adattandosi alle “esigenze del tempo quando sono esistenziali”. “È chiaro che distruggere l’integrazione europea per tornare alla sovranità nazionale non farebbe altro che esporci ancor di più al volere delle grandi potenze. Impossibile sostenere che staremmo meglio senza l’Ue”. Non è però sorprendente che “lo scetticismo nei confronti dell’Europa abbia raggiunto nuovi picchi. In parte è comprensibile”.

I governi dell’Unione europea devono trasformare lo “scetticismo in azione e devono farlo ora perché abbiamo ancora il potere di disegnare il nostro futuro, non quando le circostanze saranno divenute insostenibili. Servono speranza nel cambiamento e fiducia nelle proprie capacità di attuarlo”. L’Ue deve cambiare, insiste Draghi, trasformandosi “da spettatore o comprimario in attore protagonista, mutando anche la sua organizzazione”. Bisogna però “prendere atto che la forza economica è condizione necessaria, ma non sufficiente per avere forza geopolitica”. Le riforme in campo economico restano tuttavia “indispensabili”.

L’ex presidente della Bce ricorda il suo discorso al Meeting di Rimini nel 2022, quando parlò di debito buono e debito cattivo. “Oggi però – spiega – in alcuni settori il debito buono non è possibile a livello nazionale perché investimenti fatti in isolamento non possono aumentare la produttività. Solo forme di debito comune possono sostenere progetti europei di grande ampiezza che sforzi frammentati e insufficienti non riuscirebbero ad ampliare: questo vale per la difesa, per l’energia, per gli investimenti necessari nelle reti e nell’infrastruttura europea, per le tecnologie dirompenti”.

Il rapporto sul futuro della competitività europea, di cui Draghi è autore, è stato “un momento di grande consapevolezza. Ma quando ho iniziato nessuno aveva la sensazione che le cose non andassero bene”. “Molto più brutale” è stata la “sveglia” arrivata con la rielezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. “Di fronte a quello che succede – osserva Draghi – bisogna stringersi, gli Stati europei devono imparare ad andare d’accordo. Rigidità e passività creano inazione, il peggior nemico”. L’Europa resta la nostra “migliore opportunità per un futuro di pace, sicurezza, indipendenza. E la presenza di cinque leader e della presidente della Commissione all’ultimo incontro alla Casa Bianca sul conflitto in Ucraina – dice l’ex premier – è stata una manifestazione di unità che vale agli occhi dei cittadini europei più di tante riunioni a Bruxelles”.

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