Delrio critica Schlein: «Meloni è in sintonia con diversi mondi, il Pd rimane a sinistra»

30.08.2025 06:05
Delrio critica Schlein: «Meloni è in sintonia con diversi mondi, il Pd rimane a sinistra»

L’ex ministro Graziano Delrio ha dichiarato che Giorgia Meloni è in «sintonia culturale con mondi diversi dal suo», mentre il centrosinistra «non ha ancora trovato quella strategia» necessaria per affrontare le attuali sfide politiche. L’intervista rilasciata a Corriere della Sera sottolinea la recente fondazione dell’associazione Comunità democratica, creata con l’intento di «sanare il divorzio fra cultura e politica e instaurare reti» attive. Nel suo intervento, Delrio critique la segretaria Elly Schlein, affermando che il suo partito ha «uno sguardo fisso a sinistra», senza capacità di innovazione, riporta Attuale.

Delrio contro Schlein

Nell’intervista con Adriana Logroscino, Delrio ha sottolineato che Meloni, che in passato faticava a dialogare con certe realtà, ha mostrato una «evoluzione intelligente» dal punto di vista politico. Questa evoluzione è evidente anche a Rimini, dove l’attuale governo sta sviluppando un progetto che cerca di riflettere le esigenze presenti sui territori. Delrio avverte: chi pensa che Meloni sarà sconfitta nel 2027 non comprende la trasformazione in corso. Riguardo al Pd, Delrio si astiene dal formulare giudizi, ma ribadisce l’importanza per il centrosinistra di vincere le prossime elezioni, notando come Meloni si stia rivolgendo a mondi lontani, come Cl e Cisl, mentre il centrosinistra non riesce a strategizzare per attrarre coloro che, non sentendosi rappresentati, si rifugiano nell’astensionismo.

«Perfino Togliatti»

Delrio osserva che nel Pd attuale manca un approccio interclassista. «Perfino Togliatti», afferma, «sebbene operasse in un contesto ideologico non favorevole, parlava di ceti medi», suggerendo che un partito di governo deve essere capace di utilizzare anche il loro linguaggio. Riconosce la difficoltà di essere di sinistra e al contempo interclassisti, ma mette in evidenza le risorse del mondo cattolico che non possono essere ignorate. Secondo Delrio, ci sarebbe la necessità di un federatore come Ernesto Ruffini, ma il giornalista osserva: «Il federatore, casomai, verrà dopo. Ma da pd dico: perché rinunciare a rappresentare sensibilità, appaltando il compito ad altri? Sarebbe un grandissimo errore immaginare di proporre una quercia e tanti cespugli».

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere