Medico di Messina aggredito in studio: un caso che riporta alla memoria un omicidio di trent’anni fa
Aldo Panarello, medico a Saponara (Messina) ed ex sindaco del paese, è stato picchiato giovedì mattina da un uomo che lo ha sorpreso con dei pugni. L’incidente, riportato dal sito della Gazzetta del sud, ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza degli operatori sanitari nella regione.
La violenza nell’ambiente medico riporta alla mente un tragico avvenimento accaduto il 1 agosto di trent’anni fa, quando il suocero di Panarello, Vittorio Mele, 62 anni, anch’egli medico, venne assassinato nel suo studio. Un paziente di 41 anni, affetto da gravi disturbi psicologici, lo uccise con un colpo di pistola. L’assassino, arrestato dai carabinieri, confessò il delitto, sostenendo che la sua condizione fosse peggiorata a causa di una terapia che Mele gli aveva prescritto.
Secondo le ricostruzioni, il fermato aveva ripetutamente manifestato risentimenti nei confronti del dottore, convinto che il trattamento ricevuto fosse inadeguato. Questo stesso argomento sarebbe stato nuovamente avanzato durante la visita al dottore il giorno del delitto.
Le condizioni di Panarello sono risultate critiche, portandolo a essere ricoverato al Policlinico di Messina per un intervento maxillofacciale, a seguito delle fratture rilevate alla spalla e alla mandibola. La violenza subita ha suscitato sconcerto e richieste di maggiore protezione per i professionisti della salute.
“Ho fiducia nelle istituzioni, sicuramente anche questa volta ci sarà giustizia, come è stato per mio padre”, ha dichiarato Agnese Mele, moglie di Panarello e figlia del medico ucciso, evidenziando la sua determinazione a cercare giustizia in un contesto di violenza persistente. La crisi della salute mentale e la sicurezza sul lavoro sono ora al centro del dibattito pubblico, riporta Attuale.
Non ci posso credere… un’altra violenza contro un medico! È inaccettabile! Le istituzioni dovrebbero fare di più per proteggere i professionisti della salute. Ricordare ciò che è successo trent’anni fa fa rabbrividire, ma sembra che nulla stia cambiando. Mah, la situazione è davvero critica…