Trump avverte l’Europa: stop alle importazioni di petrolio russo e tagli ai fondi militari per i Paesi confinanti con la Russia

05.09.2025 07:55
Trump avverte l'Europa: stop alle importazioni di petrolio russo e tagli ai fondi militari per i Paesi confinanti con la Russia

Concessioni necessarie: il dialogo tra Zelensky e Putin secondo gli USA

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Durante una recente telefonata con il presidente francese Macron e altri leader europei, Donald Trump ha sottolineato che «l’Europa deve smetterla di acquistare petrolio russo che sta finanziando la guerra, visto che la Russia ha ricevuto dall’Ue 1,1 miliardi di euro in un anno per la vendita di carburanti». Questa dichiarazione è stata rilasciata da un funzionario della Casa Bianca ai giornalisti dopo l’incontro. Trump ha anche evidenziato che i leader europei devono esercitare pressione economica sulla Cina per il suo sostegno agli sforzi bellici russi, riporta Attuale.

La telefonata, pur cordiale, ha messo in evidenza «visioni divergenti» tra i leader europei riguardo alla gestione del conflitto, evidenziando una «mancanza di unità» che complica ulteriormente la risoluzione del conflitto. Inoltre, mentre i leader europei sperano in nuove sanzioni contro Putin, la Casa Bianca ha passato la responsabilità sui partner europei.

Il funzionario ha anche dichiarato che gli Stati Uniti «non vogliono essere trascinati in una guerra dall’altra parte dell’oceano», indicando che la responsabilità di risolvere la crisi non ricade solo su Joe Biden, ma anche su Zelensky e Putin, i quali «dovranno fare concessioni» per porre fine al conflitto.

Inoltre, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni secondarie all’India per l’acquisto di petrolio russo, ma non alla Cina, il suo principale acquirente. La scorsa settimana, la Casa Bianca aveva già incaricato il dipartimento del Tesoro di stilare un elenco di sanzioni che l’Europa potrebbe applicare contro la Russia. Dal 2022, l’Unione Europea ha significativamente ridotto le importazioni di petrolio e gas dal paese slavo e si sta preparando a un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia (senza coinvolgere la Cina).

I maggiori acquirenti di petrolio russo nell’UE rimangono Ungheria e Slovacchia, esenti dai divieti di importazione dell’Unione e con leader favorevoli a Trump. Alcuni prodotti petroliferi raffinati in paesi come Turchia e India continuano a essere presenti nel mercato europeo.

Intanto, il Financial Times ha rivelato che, alla fine della scorsa settimana, alcuni funzionari del Pentagono hanno comunicato a diplomatici europei che gli Stati Uniti non finanzieranno più programmi di addestramento e equipaggiamento militare nei paesi dell’Europa dell’Est al confine con la Russia.

Questa spesa rientra nella cosiddetta «sezione 333» e necessita di un’approvazione congressuale, ma l’amministrazione non ha richiesto fondi aggiuntivi. I fondi già approvati saranno disponibili entro la fine di settembre 2026. Un funzionario della Casa Bianca ha spiegato che questa decisione è parte di uno sforzo per «rivalutare e riallineare» gli aiuti esteri e garantire che l’Europa assuma maggiore responsabilità per la sua difesa.

Il programma ha destinato 1,6 miliardi di dollari all’Europa tra il 2018 e il 2022, il 29% della spesa totale della sezione 333. Paesi come Estonia, Lituania e Lettonia hanno beneficiato di questi fondi. Anche la Baltic Security Initiative, un programma istituito nel 2020 per supportare le forze armate di questi tre stati, sembra destinato a subire tagli.

Questa mossa è interpretata come un tentativo degli Stati Uniti di incentivare i paesi europei più ricchi a spendere di più per la difesa delle nazioni in prima linea a est. Jeanne Shaheen, senatrice democratica e presidente della Commissione Esteri, ha commentato che questi tagli «mandano proprio il segnale sbagliato mentre cerchiamo di costringere Putin a negoziare e creare deterrenza contro l’aggressione russa».

David Baker, capo della politica del Pentagono per l’Europa e la NATO, ha informato i partner europei dei tagli. Baker è allineato con Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa per la Politica, il quale sostiene da tempo che la spesa statunitense per l’Europa non è sostenibile e deve essere aumentata nel Pacifico per prevenire un conflitto con la Cina.

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