Proteste a Milano contro lo sgombero del Leoncavallo
Oggi, 6 settembre, Milano è stata teatro di una manifestazione organizzata dal centro sociale Leoncavallo, in seguito allo sgombero avvenuto il 21 agosto del capannone occupato per 30 anni in via Watteau, riporta Attuale.
Il corteo ha preso avvio poco prima delle 15 da Porta Venezia e ha attratto decine di migliaia di partecipanti provenienti da tutta Italia, con l’intento originario di arrivare in piazza del Duomo, un obiettivo però ostacolato dalle forze dell’ordine. La manifestazione dei sostenitori del Leoncavallo ha incontrato un pre-corteo, partito alle 13 dal centro sociale Cantiere, che denunciava le politiche abitative del Comune di Milano e rivendicava il diritto di occupare spazi per la socializzazione.
All’evento partecipano oltre 20mila persone, con la testa del corteo situata in viale Regina Margherita e la coda ancora in viale Bianca Maria. I manifestanti intendono raggiungere piazza Duomo, mentre la Questura ha stabilito che la manifestazione debba concludersi in piazza Fontana.
Poco prima le forze dell’ordine hanno subito lanci di petardi e uova da parte di alcuni manifestanti, che si sono avvicinati a un blocco di polizia a protezione della Prefettura in corso Monforte. L’azione è durata solo un minuto, dopo di che i partecipanti sono rientrati nel corteo principale.
Il segretario del PD di Milano, Alessandro Capelli, ha dichiarato di essere presente senza bandiere di partito, sottolineando l’importanza di riconoscere la storia di Milano e le necessità locali. D’altra parte, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha ribadito che l’illegittimità dell’occupazione del Leoncavallo è stata già sancita dalla magistratura e non c’è preoccupazione riguardo l’andamento delle manifestazioni, che si spera si svolgano con senso di responsabilità.
La manifestazione è vista come una risposta a un sentimento crescente riguardo alla città e alle sue necessità abitative, con partecipazione da diverse espressioni politiche e sociali. La tensione tra autorità e manifestanti è palpabile, poiché le forze dell’ordine si preparano a gestire il crescente afflusso di persone alle manifestazioni in corso.
La presenza di figure politiche e culturali, come il regista Gabriele Salvatores, sottolinea l’importanza culturale del Leoncavallo per la storia alternativa di Milano. La mobilitazione attuale rappresenta non solo una protesta contro lo sgombero, ma anche un’affermazione della necessità di spazi sociali in una metropoli in continua evoluzione.