Attacco aereo russo: Polonia invoca articolo 4 della NATO
Nella notte tra il 9 e il 10 settembre, la Polonia ha abbattuto diversi droni russi nel suo spazio aereo, durante un attacco da parte della Russia contro l’Ucraina occidentale. Pur non registrando feriti o decessi, il primo ministro polacco Donald Tusk ha sottolineato che si tratta di una grave violazione della sicurezza nazionale e ha annunciato l’intenzione di attivare l’articolo 4 del trattato della NATO per avviare consultazioni tra gli alleati e valutare le possibili misure da adottare, riporta Attuale.
La NATO, la più grande alleanza militare del mondo, conta attualmente 32 membri, tra cui l’Italia, gli Stati Uniti e la Polonia. Sebbene sia un’alleanza di difesa, il trattato che la costituisce, firmato nel 1949, stabilisce obblighi di assistenza reciproca tra gli Stati membri in risposta a minacce militari o attacchi. Gli articoli di maggiore rilevanza in questo contesto sono il 4 e il 5, che disciplinano rispettivamente le consultazioni tra alleati e la mutua difesa.
L’articolo 4 è conciso e prevede la possibilità per ogni stato membro di rivolgersi al Consiglio Nord Atlantico se percepisce una minaccia alla propria sicurezza. Il testo risulta piuttosto generico:
Le parti si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata.
Dalla sua creazione nel 1949, l’articolo 4 è stato attivato sette volte, l’ultima delle quali nel febbraio 2022, quando otto paesi dell’Europa orientale hanno richiesto discussioni in seguito all’invasione russa dell’Ucraina. Ora, la Polonia intende attivarlo di nuovo.
Durante il conflitto ucraino, l’attenzione è stata principalmente rivolta all’articolo 5 del trattato NATO, il quale stabilisce che un attacco contro uno stato membro sia considerato un attacco contro tutti. Un estratto del testo è il seguente:
Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che, se questo attacco dovesse accadere, ognuna di loro […] assisterà la parte o le parti attaccate attuando, da soli o in coordinazione con gli altri stati, le azioni ritenute necessarie, incluso l’uso della forza armata.
Contrariamente a quanto spesso si sostiene, l’articolo non obbliga gli alleati a rispondere militarmente a un attacco. Piuttosto, consente ai membri di decidere le azioni da intraprendere in base alla situazione, inclusa, se necessario, l’azione armata.
Fino a oggi, l’articolo 5 è stato invocato solo una volta, dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti. In quell’occasione, la NATO approvò una serie di misure di sostegno, tra cui due operazioni militari anti-terrorismo, l’operazione Eagle Assist e l’operazione Active Endeavour, che è continuata fino al 2016.