Sentenza storica della JEP: ex membri delle FARC condannati a partecipare a progetti di riparazione per crimini di guerra
Martedì, la Giurisdizione speciale per la pace (JEP) della Colombia ha emesso una storica sentenza contro sette ex membri del segretariato militare delle FARC, condannati per crimini gravi commessi tra il 1993 e il 2012 durante il conflitto armato. Tra i condannati c’è Rodrigo Londoño Echeverri, noto come Timoshenko, ex comandante delle FARC. In base alla sentenza, gli imputati non subiranno pene detentive, ma saranno obbligati a partecipare a progetti a favore delle vittime, riporta Attuale.
I sette ex guerriglieri sono stati dichiarati colpevoli di crimini che includono il sequestro di oltre 21mila persone, omicidi, torture e violenze sessuali. Le pene stabilite dalla JEP sono relativamente lievi rispetto alla gravità dei crimini, poiché i condannati dovranno dedicare i prossimi otto anni alla ricerca e identificazione delle persone scomparse durante il conflitto, oltre a contribuire a sminamento, progetti di recupero ambientale e iniziative volte alla memoria storica, favorendo così la riconciliazione.
Durante il periodo di condanna, gli ex membri delle FARC non potranno viaggiare liberamente e saranno monitorati attraverso un dispositivo elettronico, con la supervisione delle Nazioni Unite. Inoltre, saranno tenuti a collaborare con altre indagini della JEP relative ai crimini avvenuti durante il conflitto.
Le FARC, acronimo di Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, hanno combattuto una violenta guerra civile contro il governo colombiano dal 1964 fino al 2016, ricorrendo anche al sequestro di persona come metodo di finanziamento. Dopo anni di negoziati, nel 2016 è stato raggiunto un accordo di pace che ha portato allo scioglimento del gruppo, trasformandosi in un partito politico noto come Comunes.
La sentenza della JEP riflette i principi dell’accordo di pace e la strategia della giustizia riparativa, secondo cui le pene sono orientate più alla riparazione dei danni subiti dalle vittime piuttosto che a punizione detentiva. Questo approccio è stato adottato per facilitare la riappacificazione e il processo di transizione in una società segnata da un lungo conflitto.
Critiche sono state sollevate da parte di associazioni che rappresentano le vittime, poiché la sentenza non prevede compensazioni economiche per gli atroci crimini commessi. In seguito a questa sentenza, la JEP dovrà affrontare altre importanti decisioni legali, inclusa una sentenza contro ufficiali militari accusati di aver ucciso erroneamente civili, nel noto scandalo dei “falsi positivi”.