La sfida di Catherine West e le ripercussioni sulla leadership di Starmer dopo i recenti risultati elettorali

10.05.2026 12:45
La sfida di Catherine West e le ripercussioni sulla leadership di Starmer dopo i recenti risultati elettorali

Accelerazione politica a Londra: Catherine West sfida Starmer per la leadership

In un’improvvisa accelerazione politica a Londra, dopo l’elettorale disastroso di giovedì, la deputata laburista Catherine West ha annunciato che lancerà una sfida per la leadership del partito domani, se nessun ministro si farà avanti per deporre il premier Keir Starmer, riporta Attuale.

Per avviare formalmente la sfida, è necessario il sostegno di 81 deputati laburisti, e attualmente la West sembra lontana da questo obiettivo. Tuttavia, se dovesse riuscirci, potrebbe aprire la corsa alla successione del partito in un periodo di grande malcontento. West è considerata un “stalking horse”, ovvero un candidato civetta, che potrebbe preparare il terreno per un altro aspirante, come Wes Streeting, ambizioso ministro della Sanità che rappresenta la destra blairiana.

I sostenitori di Andy Burnham, sindaco di Manchester e candidato popolare per la successione, sono infuriati. Burnham ha bisogno di tempo per ottenere un seggio a Westminster prima di candidarsi. La sinistra del partito, per contrastare Streeting, ha contattato Ed Miliband, ex leader e ministro per l’Energia, ma lui sembra riluttante e preferirebbe un ruolo da kingmaker.

Starmer sta preparando un discorso di rilancio per domani, incentrato sulla riavvicinamento all’Unione Europea. Tuttavia, il partito laburista sembra in crisi profonda. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha dichiarato che esiste una “minaccia esistenziale” per il Labour, e vari esponenti avvertono che Starmer rischia di causare “la fine del partito laburista”.

I motivi del declino del Labour sono emersi chiaramente nel voto di giovedì, con il partito che ha perso consensi sia a favore della destra di Nigel Farage, sia a beneficio della sinistra dei Verdi. Se cercano di inseguire Farage, rischiano ulteriori perdite a sinistra; se si avvicinano ai Verdi, devono affrontare una perdita a destra.

Questa crisi sembra ancora più preoccupante considerando che, nemmeno due anni fa, il partito di Starmer aveva ottenuto una schiacciante maggioranza a Westminster. Oltre ai fallimenti del governo, il Labour appare privo di un progetto coerente o di una visione per il Paese. Tradizionalmente rappresentativa della classe lavoratrice, oggi non riesce più a connettersi con i ceti popolari, con la working class che si rivolge a Farage e i giovani che appoggiano i Verdi.

Nel contesto di questo declino, la cosiddetta “rivolta celtica” complica ulteriormente la situazione per Starmer. Scozia, Galles e Irlanda del Nord sono tutti governati da partiti che mirano allo smembramento del Regno Unito. Anche se la secessione non sembra imminente, il premier scozzese John Swinney si è già detto pronto a collaborare con i partiti nazionalisti gallesi e irlandesi, che delineeranno una strategia comune. Gli obiettivi di questi partiti non nascondono l’intenzione finale di indipendenza da Londra, in un panorama politico che potrebbe dirigere il Regno Unito verso un’era “post-britannica”.

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