Attacco russo a Chernobyl: colpito impianto di stoccaggio del combustibile nucleare esaurito
Domenica, un drone lanciato dalle forze armate russe ha colpito e danneggiato una parte dell’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare esaurito, all’interno della zona di esclusione a Chernobyl, intorno all’ex centrale nucleare che nel 1986 esplose causando il più grave incidente nucleare della storia, riporta Attuale.
Energoatom, la società statale ucraina responsabile dell’energia atomica, ha confermato che non ci sono state perdite di combustibile poiché la sezione dell’impianto colpita era vuota, mantenendo quindi i livelli di radiazioni nei limiti abituali. L’attacco ha provocato un incendio in un’area di circa 40 metri quadri, prontamente spento. Fortunatamente, non si registrano feriti.
La zona di esclusione, che si estende per 30 chilometri attorno all’ex centrale, è un’area inaccessibile per la permanenza umana prolungata. Il combustibile nucleare esaurito, utilizzato nei reattori, necessita di un deposito sicuro per evitare dispersioni pericolose.
A febbraio 2024, un drone russo aveva già colpito lo scudo protettivo sopra il reattore numero 4 dell’ex centrale. All’inizio della guerra in Ucraina, la centrale era stata occupata dall’esercito russo per più di un mese, complicando significativamente le operazioni di manutenzione necessarie.