Chernobyl: 40 anni dopo il disastro nucleare e la vita nella zona di esclusione

26.04.2026 10:05
Chernobyl: 40 anni dopo il disastro nucleare e la vita nella zona di esclusione

Quarant’anni dal disastro di Chernobyl: una tragedia che ha segnato l’Europa

Il 26 aprile 2026 segna il quarantennale del disastro nucleare di Chernobyl, evento che portò all’evacuazione di ben 162 centri abitati a causa di livelli di radiazioni pericolosi che colpirono buona parte dell’Ucraina del nord. A Pripyat, la città più vicina all’impianto, vivevano un tempo oltre 45mila persone, oggi sostituite da palazzi abbandonati e scuole vuote, nello scenario desolante di edifici pubblici degradati e giostre ferme dal 1986, riporta Attuale.

Oggi, i 162 luoghi abbandonati si presentano con una serie di segnali lungo un sentiero nella “zona di alienazione”, ovvero l’area di 30 chilometri attorno all’ex centrale nucleare dove è vietata la permanenza prolungata per precauzione. Dopo l’abbandono umano, la natura è tornata a rivendicare il suo spazio, con piante e animali selvatici come cervi, lupi e orsi bruni che popolano questa zona.

Dal 2011, alcune porzioni della “zona di alienazione” sono aperte ai visitatori, rimanendo un esempio emblematico di dark tourism, ovvero quel fenomeno turistico che si sviluppa attorno a luoghi simbolo di tragedie, incidenti e disastri. Chernobyl attira visitatori da tutto il mondo, desiderosi di vedere da vicino le conseguenze della catastrofe.

Per misurare i livelli di radiazioni e i loro potenziali effetti sulla salute, si utilizza l’unità di misura chiamata sievert. In condizioni normali, una persona non esposta a zone contaminate riceve circa 3 millisievert all’anno, una quantità considerata sicura. Tuttavia, subito dopo l’incidente, i livelli di radiazione nella zona raggiunsero da 0,1 a 300 sievert all’ora, equivalente a oltre centomila radiografie in un’ora.

Attualmente, secondo gli operatori turistici locali, una visita a Chernobyl comporta un’esposizione di 0,003-0,005 millisievert, una quantità che è ritenuta sicura per un breve soggiorno. È importante sottolineare che ci sono ancora aree più contaminate, dove i livelli di radiazioni possono rappresentare un rischio per la salute se si permane per periodi prolungati; in tali aree, le visite sono limitate o del tutto evitate.

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