IL GRUPPO GAESA: CENTRO DI POTERE ECONOMICO A CUBA SOTTO OSSERVAZIONE INTERNAZIONALE
La questione del potere a Cuba si concentra attualmente sul gruppo GAESA, un conglomerato militare che controlla tra il 40 e il 70% dell’economia cubana. Secondo esperti e analisti, ciò indica che la vera autorità sull’isola non risieda nel Partito Comunista cubano, ma in questa entità. GAESA, fondato da Raúl Castro, continua a essere guidato da collaboratori della famiglia Castro, accumulando risorse che potrebbero superare quelle del bilancio statale negli ultimi dieci anni, riporta Attuale.
L’amministrazione degli Stati Uniti ha identificato GAESA come il fulcro del potere cubano, suggerendo che qualsiasi riforma dell’economia cubana debba iniziare con il suo smantellamento. Di conseguenza, il presidente Ania Guillermina Lastres Morera ha subito sanzioni, e sua sorella è stata arrestata negli Stati Uniti. Le strategie degli Stati Uniti, incluse quelle dell’amministrazione Trump, mirano a esercitare pressioni su Cuba per un cambiamento di regime.
Il 1° maggio, gli Stati Uniti hanno approvato sanzioni secondarie sui soggetti stranieri che intrattengono affari con GAESA, causando la sospensione delle attività di una società mineraria canadese e di altre due compagnie di navigazione. Inoltre, aziende canadesi e spagnole attive nel turismo stanno considerando di seguire lo stesso percorso di disimpegno.
Recentemente, l’incriminazione di Raúl Castro, 95 anni, è stata vista come un ulteriore strumento di pressione sul gruppo GAESA. Sebbene l’ex presidente non occupi più ruoli ufficiali, si sospetta che continui a esercitare influenze. Le trattative tra Stati Uniti e Cuba, coinvolgendo suo nipote, hanno anche sollevato interrogativi sull’impatto delle questioni economiche del gruppo.
GAESA, fondato negli anni ’90 durante il Periodo Especial, gestisce gran parte del settore turistico cubano, essenziale per l’economia. Questa entità controlla hotel, agenzie di viaggio, supermercati, e persino il porto di Mariel, un’area franca commerciale. Il suo operato resta avvolto nella segretezza, e la mancanza di controlli sui conti alimenta i sospetti di corruzione tra le élite militari e governative cubane.
Le dimensioni economiche di GAESA sono emerse grazie a documenti riservati, che indicano profitti di circa 2 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2024 e fondi disponibili superiori a 18 miliardi di dollari. Tuttavia, analisi successive hanno suggerito che la reale disponibilità di fondi fosse significativamente inferiore, ridimensionando la stima a meno di 800 milioni di dollari, a causa della crisi economica in corso.
Nel contesto della presidenza di Barack Obama, GAESA aveva investito enormemente nel settore turistico, ma da allora l’arrivo di turisti è calato drasticamente. Questo ha portato a una situazione in cui, già nel 2024, il tasso di occupazione degli hotel era sceso al di sotto del 30%. Progetti come l’hotel Torre K-23, costato 200 milioni di dollari, rimangono vuoti, evidenziando il fallimento di questa strategia economica.
La classe dirigente militare di Cuba è accusata di arricchirsi a spese della popolazione, contraddicendo i principi rivoluzionari originali. Sebbene il governo cubano giustifichi gli investimenti nel turismo come necessari per ottenere valuta estera e modernizzare le strutture, l’embargo e le restrizioni degli Stati Uniti continuano a ostacolare tali sforzi.
In risposta alle crescenti critiche, il Partito Comunista Cubano ha difeso GAESA, sostenendo che le sue attività sono finalizzate a garantire risorse estere necessarie per sviluppare conquiste sociali. Tuttavia, la questione dell’efficienza e della trasparenza delle operazioni di GAESA rimane centrale nel dibattito sull’economia cubana.