Diana, il nuovo libro del fratello Charles Spencer rivela la sua vera essenza e le pressioni della vita reale
Il principe del Galles si sentiva «euforico come se avesse vinto alla lotteria» alla notizia della morte di Diana, mentre la Regina pensava di restituirle i titoli come «premio di consolazione», rivela Charles Spencer nel suo libro *Canto del cigno. Diana, mia sorella*, pubblicato da Mondadori il 22 settembre. Nell’opera, Spencer riflette sull’unicità di Diana e sulle pressioni che ha affrontato nella sua vita, riportando anche alcune frasi affettuose a proposito del suo sacrificio e della sua resilienza, riporta Attuale.
Spencer sottolinea come Diana fosse stata scelta per diventare una futura regina per il suo lignaggio e la sua giovinezza, dimenticando però la “forza straordinariamente originale” che possedeva. La sua personalità carismatica, unita a una bellezza innata e a una spontaneità unica, l’hanno resa affascinante. Contrariamente a molte celebrità, Diana non aveva bisogno di vendere un prodotto per rimanere nel cuore della gente, e la sua fama la portò a diventare un «prodotto mediatico» straordinario, con un’incredibile copertura stampa.
Le sue nozze furono seguite in diretta da 750 milioni di persone e il suo funerale è stato uno degli eventi televisivi più seguiti della storia, con oltre due miliardi di spettatori. Spencer descrive il contesto della vita di Diana, che, nata in una famiglia aristocratica, si sarebbe dovuta «rilassare in un’agiata vita di lussi». Ma il suo spirito viveva per cause più grandi; non si sarebbe mai accontentata di una vita di piaceri inutili, cercando di generare un impatto positivo su chi la circondava.
Secondo Spencer, il vero legame che Diana desiderava fosse l’amore, ben consapevole delle difficoltà del matrimonio, ricorda perfettamente le esperienze condivise da entrambi in quanto figli di genitori uniti ma infelici. Nonostante le difficoltà, Diana era circondata dall’amore della sua famiglia durante l’infanzia, un contrasto alla narrazione di una vita infelice che molti hanno propinato. Le sue interazioni sociali, per quanto influenzate da disturbi dell’apprendimento non diagnosticati, la resero popolare tra i suoi coetanei.
Nel libro, Spencer riporta la sua intenzione di raccontare la verità su Diana e le sue esperienze, un libro che, secondo lui, rappresenta un personale «canto del cigno». Spiega che, a 60 anni, si sente più consapevole del passare del tempo e del dovere di raccontare la storia di sua sorella per rispetto della sua memoria e per contrastare la miriade di false narrazioni esistenti. Diana merita di essere ricordata non solo per la sua bellezza, ma anche per il suo impegno sociale, il suo amore e la sua lotta per una vita di significato.
«Diana ha ottenuto tutto questo pur non essendosi mai sentita amata con la profondità a cui ha sempre anelato», conclude Spencer, sottolineando il bisogno di celebrazione e rispetto per la vita e l’eredità di sua sorella.