Il tank Leopard valuta l’ingresso in Borsa mentre l’Italia adotta una strategia autonoma

07.10.2025 08:25
Il tank Leopard valuta l'ingresso in Borsa mentre l'Italia adotta una strategia autonoma

L’accelerazione tedesca cambia i giochi della Difesa dell’Unione europea

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BERLINO – Tra i litigi e i progetti annaspanti del riarmo europeo, un protagonista emerge: Knds, sinonimo di panzer, punta a quotarsi in Borsa nei primi mesi del 2026. Il CEO francese Jean-Paul Alary ha dichiarato che «una quotazione a primavera è realistica», riporta Attuale.

Knds è nata dieci anni fa dalla fusione di un’azienda familiare tedesca, la Krauss-Maffei-Wegmann, e dello Stato francese tramite la Nexter. È da un comune bavarese di 5.000 abitanti che proviene il Leopard, il tank “standard” della NATO, e si prevede una quotazione di circa 20 miliardi. Un valore elevato per una società che ha chiuso il fatturato 2024 a 3,8 miliardi, confrontabile con aziende del lusso. Questo prezzo tiene conto soprattutto delle commesse future, poiché gli ordini per i tank sono destinati a crescere.

A Berlino, nei corridoi del governo, si considera certo che quando le quote saranno collocate sul mercato (tra il 20 e il 30%), lo Stato tedesco entrerà tra gli azionisti. L’afflusso di capitali privati, simile a quanto accaduto per Rheinmetall, reginetta del Dax, evidenzia il ruolo cruciale di Knds per Berlino. Non si tratta solo di produrre tank, ma di ancorare una strategia politica e militare nazionale, anche se il governo potrebbe non perseguire una golden share.

Il piano Merz per un «riarmo senza vincoli di bilancio» ha modificato le dinamiche. Il tank Leopard2 viene utilizzato in 18 Paesi, principalmente della NATO, e la Germania punta a farne un perno della difesa terrestre europea. La Bundeswehr prevede di ordinare mille Leopard2 e 3.000 veicoli cingolati Boxer, accompagnati da ordini per l’artiglieria. Berlino ha aumentato il bilancio per la difesa di 40 miliardi di euro, equivalente all’intero budget annuale della difesa italiana, stipendi inclusi. Un top manager tedesco ha commentato: «Fuori non si è capito, ma è una rivoluzione.»

L’Italia ha compiuto un passo indietro riguardo ai Leopard2 e Boxer, inizialmente scelti per sostituire i problematici Ariete e Dardo, con una decisione parlamentare all’inizio del 2024 poi annullata dal governo senza contestazioni dall’opposizione. Si è così deciso di sviluppare un carro nazionale in collaborazione con Leonardo/Rheinmetall (60/40), creando un design completamente nuovo.

La rottura tra Italia e Germania risale a quando Leonardo fu esclusa dal progetto di carri armati di nuova generazione Mgcs. Secondo fonti diplomatiche, la reazione tedesca fu caratterizzata da freddezza, senza alcun sostegno verso la proposta italiana. Tuttavia, la situazione è cambiata con il governo di Merz, mentre l’Italia ha optato per il proprio carro, definito dagli oppositori un «carro autarchico». L’esperienza dell’Ucraina ha messo in luce l’importanza di avere standard comuni nelle operazioni interforze moderne.

Il progetto Leonardo/Rheinmetall mira a innovare il mercato europeo, promettendo una tecnologia avanzata. Tuttavia, la concorrenza si è intensificata, poiché Knds ha ampliato la fabbrica di Kassel, acquisendo uno stabilimento da Alstom a Görlitz, e prevede di quadruplicare le linee di produzione entro il 2028. La questione di chi acquisterà i tank italiani rimane incerta, dato che l’esercito tedesco non sembra intenzionato a farlo. In Italia, i militari riconoscono che la situazione è complessa e non risultano contratti esecutivi firmati. Nessuno aveva previsto la rapidità e l’impatto del riarmo tedesco.

1 Comment

  1. Ma che storia incredibile! Questo piano di riarmo tedesco sembra ormai una fuga in avanti. Mentre noi in Italia stiamo a cercare di sviluppare un carro nazionale, la Germania mette i soldi sul tavolo senza pensarci due volte. Siamo davvero così indietro? E quel famoso “carro autarchico”, che fine farà? Spero solo che i nostri politici inizino a comprendere la situazione…

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