Meloni: “Accusata di genocidio, la sinistra non sa come fermarci”

08.10.2025 02:45
Meloni: “Accusata di genocidio, la sinistra non sa come fermarci”

Accuse contro il governo Meloni per complicità in genocidio: la premier risponde con fermezza

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è sotto accusa per complicita in genocidio, legata alla fornitura di armi ad Israele. In risposta, Meloni ha dichiarato: “Non abbiamo mai autorizzato nuove forniture di armi dopo il 7 ottobre”. La segnalazione, originariamente lanciata nel luglio scorso dal co-leader di Avs, Angelo Bonelli, è stata ora ufficializzata dal Global Movement to Gaza Italia, includendo tra i denunciati anche i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, riporta Attuale.

Meloni ha descritto le accuse come una “falsità” e ha sottolineato la mancanza di decisioni ufficiali da parte della Corte penale internazionale, evidenziando che solo il procuratore ha la competenza per valutare tali questioni. Con un sorriso, ha aggiunto: “Non sanno più dove denunciarci per tentare di intervenire per via giudiziaria”, supportando la tesi del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il quale sostiene che la sinistra ha difficoltà a raggiungere il governo attraverso le elezioni e che, di solito, utilizza mezzi giudiziari o finanziari.

La premier ha anche attaccato le critiche mosse dalla Cgil, accusandola di avere un maggiore interesse nel difendere la sinistra piuttosto che i lavoratori. Meloni ha citato la frequenza degli scioperi generali indetti durante i governi di sinistra e ha fatto osservare che, sotto la sua amministrazione, quattro scioperi sono già stati convocati in tre anni. Riguardo agli eventi recenti, ha affermato che le manifestazioni contro Israele possono avere come obiettivo non solo lo stato israeliano, ma mirerebbero a destabilizzare il suo governo.

Il clima di tensione è palpabile, con Meloni che esprime preoccupazione per le minacce di morte, sottolineando che l’omicidio di Charlie Kirk dovrebbe far riflettere su un’atmosfera che si sta imbrutendo. Ha rivendicato gli sforzi dell’Italia per sostenere Gaza, affermando che il Paese ha inviato 2.300 tonnellate di aiuti, superando significativamente le 40 tonnellate fornite dalla Flotilla.

La leader di Fratelli d’Italia ha affrontato anche le recenti contestazioni contro eventi di Lega e Forza Italia a Livorno, invitando a una maggiore responsabilità e richiamando l’attenzione sull’importanza di un dialogo costruttivo e di non permettere che il clima di inimicizia prenda piede. La situazione politica resta tesa, con Meloni che ribadisce la sua determinazione a concentrarsi sui suoi doveri di presidente del Consiglio e a negare eventuali tensioni nella maggioranza.

In un contesto di crescente polarizzazione, Meloni ha lasciato intendere la sua apertura verso una riforma elettorale che potrebbe includere l’indicazione del premier sulla scheda, sottolineando che, sebbene non riguardi direttamente la sua amministrazione, sarebbe favorevole a tale modifica. La premier punta quindi a consolidare il suo potere interno mentre affronta le ostilità provenienti dall’opposizione.

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