Iniziati i lavori di ripristino della centrale nucleare di Zaporizhzhia grazie a un cessate il fuoco locale

18.10.2025 16:05
Iniziati i lavori di ripristino della centrale nucleare di Zaporizhzhia grazie a un cessate il fuoco locale

Ripristino delle linee elettriche alla centrale nucleare di Zaporizhzhia: iniziati i lavori

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha confermato che sabato sono iniziati i lavori di ripristino delle linee elettriche per alimentare i sistemi di sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina, danneggiate nelle scorse settimane di guerra. Gli operai hanno potuto accedere alla zona grazie a un cessate il fuoco locale tra l’esercito russo e quello ucraino, concordato nei giorni scorsi su richiesta dell’AIEA, riporta Attuale.

La centrale, situata nel sud-est dell’Ucraina e attualmente occupata militarmente dall’esercito russo, non è in servizio, ma necessita di alimentazione per controllare la temperatura nei suoi sei reattori e prevenire incidenti. Dal settembre scorso, è stata alimentata da generatori a gasolio, ma l’AIEA ha ripetutamente segnalato la pericolosità della situazione, in particolare in caso di malfunzionamento dei generatori.

Secondo Associated Press, il piano proposto dall’AIEA prevede il ripristino del collegamento in due fasi. La prima fase si concentrerà su una linea elettrica situata in un’area attualmente controllata dall’esercito russo, con un raggio di circa un chilometro e mezzo. Nella seconda fase, le attività si sposteranno verso una linea elettrica di backup situata in territorio controllato dall’Ucraina. Questo piano è stato concordato dopo lunghe trattative tra il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, il ministro degli esteri ucraino Andrii Sybiha, il presidente russo Vladimir Putin e il direttore generale di Rosatom, principale produttore di energia nucleare in Russia.

Il cessate il fuoco, pur limitato in estensione, genera interesse poiché coincide con un nuovo ciclo di contatti tra Putin e il presidente statunitense Donald Trump, dopo un incontro inconcludente avvenuto la scorsa estate in Alaska. Trump ha avuto una lunga telefonata con Putin il 16 ottobre e ha concordato un incontro a Budapest, in Ungheria, in una data da definire. Questa conversazione è avvenuta prima dell’atteso incontro alla Casa Bianca tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, previsto per venerdì, per discutere della guerra in Ucraina e della potenziale fornitura da parte degli Stati Uniti di missili Tomahawk, che consentirebbero all’esercito ucraino di effettuare attacchi in profondità nel territorio russo.

Dopo alcune incertezze sulla fornitura di missili nei giorni scorsi, Trump ha insinuato di non essere interessato a fornire i Tomahawk in questa fase, accennando anche a un possibile incontro con Putin per discutere di un cessate il fuoco. Molti osservatori ritengono che il confronto sui missili abbia indotto Putin ad adottare un tono più interlocutorio, forse per guadagnare tempo e impedire un accordo tra Stati Uniti e Ucraina riguardo alla fornitura di armi. Per ora, i dettagli riguardo all’incontro a Budapest restano sconosciuti e non è stata fissata una data.

La centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, prima dello scoppio della guerra produceva la metà dell’elettricità nucleare in Ucraina, soddisfacendo circa un quinto del fabbisogno elettrico totale del paese. Essa si trova sulle rive del fiume Dnipro, vicino a Enerhodar, a circa 50 chilometri in linea d’aria dalla città di Zaporizhzhia, capitale dell’omonima regione. La linea del fronte che separa le truppe russe da quelle ucraine passa tra la città e la centrale.

Dall’interruzione della produzione di elettricità, cinque reattori sono stati messi gradualmente in “cold shutdown”, uno stato in cui le reazioni all’interno del combustibile radioattivo vengono ridotte al minimo. Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, la centrale ha subito ben nove blackout parziali o totali, il decimo dei quali si verifica ora, a causa di danni alla rete elettrica in seguito agli scontri lungo il fronte e ai bombardamenti russi. Ogni blackout ha generato allarmi tra le autorità ucraine e internazionali. L’Ucraina richiede da tempo che la Russia lasci la centrale e che l’intera area venga demilitarizzata.

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