Ucraina, Zelensky presenta piano di pace mentre la situazione resta critica
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha svelato un nuovo piano di pace durante la vigilia di Natale, sottolineando che le questioni da affrontare sono rimaste complesse e urgenti, a pochi giorni da un incontro previsto con Donald Trump a Mar-a-Lago, riporta Attuale.
Il piano include 20 punti, ma i più critici riguardano la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia e le dispute territoriali nei regioni occupate. La centrale di Zaporizhzhia, ora controllata dalla Russia, produceva circa il 20% dell’energia elettrica dell’Ucraina prima dell’occupazione. Gli Stati Uniti spingono per una gestione congiunta tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, ma Kiev teme che ciò possa legittimare l’occupazione russa.
Il destino della centrale è intrinsecamente legato alle trattative per la pace. La proposta di Zelensky in merito alla centrale di Enerhodar richiede che venga messa in sicurezza prima di qualsiasi tentativo di riapertura, un processo che potrebbe richiedere tempo e risorse significative.
Un altro punto critico del piano è la gestione dei territori contestati nell’oblast di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. Zelensky ha definito come «opzione A» il congelamento del fronte, mentre la Russia richiede il ritiro delle truppe ucraine da territori non conquistati. Le trattative in corso includono anche la creazione di zone demilitarizzate o economiche, ma Kiev ha chiarito che qualsiasi decisione sui confini deve passare attraverso il Parlamento o un referendum.
Secondo il piano di Zelensky, in caso di attacco russo, gli Stati Uniti e i membri della NATO dovrebbero garantire assistenza militare a Kiev. Mosca ha dichiarato di essere disposta a firmare un accordo di non aggressione, ma la situazione rimane precaria, con il presidente russo Vladimir Putin che richiede il pieno controllo dell’intero Donetsk. Le recenti dichiarazioni di Zelensky hanno esacerbato le preoccupazioni, poiché, pur senza menzionarlo esplicitamente, ha accennato al desiderio di una «fine» per Putin, sollevando dubbi sulla possibilità di una risoluzione pacifica della controversia.
Con il 2025 segnato da sfide senza precedenti per l’Ucraina, i diplomatici europei rimangono divisi tra l’ottimismo per possibili progressi e le preoccupazioni sui blocchi nelle trattative. La pace sembra ancora un’utopia lontana mentre i negoziati si muovono lentamente e la crisi continua ad avere un costo umano e politico elevato.
Mah, tutta sta situazione è davvero complessa… Non so se a lungo termine il piano di Zelensky porterà a qualcosa di buono. Anzi, temo che in realtà stiamo solo allungando il brodo. La pace sembra un miraggio, soprattutto con Putin che non sembra voler mollare. Speriamo almeno che non ci siano più escalation.