La Svezia chiama l’Europa a entrare in “modalità guerra”

20.10.2025 13:15
La Svezia chiama l’Europa a entrare in “modalità guerra”
La Svezia chiama l’Europa a entrare in “modalità guerra”

Il 19 ottobre 2025, il ministro della difesa svedese Pol Jonson ha dichiarato in un’intervista a RND che l’intensificarsi delle operazioni ibride da parte della Russia richiede una risposta decisa degli Stati europei e una preparazione mentale e militare alla possibilità di guerra. Jonson ha sottolineato che per mantenere la pace in Europa “dobbiamo prepararci sia mentalmente che militarmente alla possibilità di guerra”.

La necessità di una nuova mentalità difensiva

Secondo Jonson, la Svezia e i suoi alleati devono passare a una vera e propria “modalità guerra” per contenere e rispondere efficacemente alle provocazioni. Gli ultimi episodi di incursioni di droni e velivoli nello spazio aereo della NATO dimostrano che la Russia è pronta a correre rischi politici e militari, intensificando le sue operazioni ibride. La risposta europea deve quindi includere misure concrete di deterrenza e azioni difensive mirate, comprese nuove capacità militari per contrastare violazioni del territorio e provocazioni.

Supporto all’Ucraina come strategia di sicurezza europea

Jonson ha sottolineato che circa il 90% della popolazione svedese sostiene un aumento della spesa per la difesa e il mantenimento o l’espansione del supporto all’Ucraina. Aiutare Kiev non è solo un gesto di solidarietà, ma una misura per proteggere la sicurezza europea, assicurando che la Russia comprenda che qualsiasi aggressione riceverà una risposta collettiva. Jonson ha anche invitato i partner europei a rafforzare le forniture militari all’Ucraina e ad intensificare le sanzioni contro Mosca, in particolare nel settore energetico e nel contrasto alla “flotta ombra” russa.

Nuova sicurezza e resilienza europea

La Svezia, entrata di recente nella NATO, mostra un rapido adattamento alla nuova realtà della sicurezza, considerando la pace possibile solo attraverso la forza e la preparazione continua. Gli episodi di disturbo del GPS nel Mar Baltico e le incursioni di droni sopra la base navale di Karlskrona evidenziano come le operazioni ibride russe stiano testando la reazione della NATO e degli Stati del Nord Europa. Questo scenario rafforza la necessità di investire in sistemi di difesa avanzati e di coordinare progetti europei, come la “muro anti-droni”, per proteggere il traffico aereo e marittimo.

La posizione strategica della Svezia

Jonson collega chiaramente il sostegno all’Ucraina alla protezione dell’Europa del Nord: la difesa del territorio nazionale e la deterrenza contro la Russia sono strettamente interconnesse. L’approccio svedese può servire da modello per altri Stati dell’UE e della NATO, mostrando che per preservare la pace è necessario essere pronti alla guerra non solo tecnicamente, ma anche politicamente e moralmente. La designazione della Russia come principale minaccia nella strategia nazionale di sicurezza del 2024 conferma l’urgenza di una postura difensiva proattiva.

Verso una Europa più preparata

La chiamata di Jonson non è un invito all’offensiva, ma un richiamo alla mobilitazione mentale e strutturale. Rafforzare le difese, sostenere l’Ucraina e coordinare azioni collettive rappresentano la risposta logica di fronte a un avversario che utilizza strumenti ibridi di pressione. La Svezia dimostra così una nuova determinazione europea: la pace è un obiettivo da difendere quotidianamente, anche a costo di affrontare sfide complesse e rischi crescenti.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere