Indagini su torture e violenze al carcere minorile Beccaria di Milano, coinvolti don Rigoldi e don Burgio

23.10.2025 10:45
Indagini su torture e violenze al carcere minorile Beccaria di Milano, coinvolti don Rigoldi e don Burgio

Scandalo di violenze al carcere minorile Beccaria di Milano: indagini su cappellani e agenti

Milano, 23 ottobre 2025 – Il cappellano e l’ex cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano, un istituto penale al centro di uno scandalo per presunte violenze e torture, risultano tra gli indagati dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Milano, riporta Attuale.

I due sacerdoti, Don Gino Rigoldi e Don Claudio Burgio, sono inclusi nell’elenco dei 51 indagati dell’inchiesta, con l’accusa di omessa denuncia riguardante le atrocità commesse all’interno della struttura. La documentazione della Squadra mobile evidenzia che entrambi sarebbero stati consapevoli delle violenze perpetrate nei confronti dei giovani detenuti, secondo un’informativa di 900 pagine presentata alle procure competenti trattante le violenze all’interno del Beccaria.

Dettagli sull’inchiesta e arresti

L’indagine sui pestaggi è iniziata nel 2022 e ha portato, nel mese di aprile 2024, all’arresto di 13 agenti di polizia penitenziaria e alla sospensione di altri 8 colleghi. Sono stati evidenziati numerosi casi di tortura e abusi fisici nei confronti di adolescenti detenuti, con 33 ragazzi consultati dalla Procura per rendere testimonianza di quanto avvenuto dietro le mura dell’istituto. Le raccontate violenze comprendono pestaggi e atti di tortura che hanno sollevato un’ondata di indignazione pubblica.

La situazione al carcere minorile Beccaria appare critica: in soli quattro mesi sono state registrate sei evasioni e cinque rivolte, portando alla definizione della struttura come ‘fuori controllo’. I dettagli delle condizioni all’interno sono emersi grazie a testimonianze di detenuti e investigative che hanno rivelato un quadro allarmante di abusi sistematici.

Reazioni e conseguenze

Lavoratori e professionisti del settore, inclusi medici e infermieri, sono sotto indagine per non aver segnalato o aver coperto gli abusi. Le autorità stanno esaminando il coinvolgimento di ex direttrici e di altre figure chiave, nonché l’operato dei cappellani in un contesto di rivelazioni scioccanti che hanno devastato la credibilità dell’istituto.

Questo scandalo ha portato a una revisione delle politiche sulla detenzione minorile in Italia, aumentando le pressioni per una riforma sistematica nel sistema penale minorile. Le ripercussioni legali e sociali dell’inchiesta continueranno a evolversi, mentre la consapevolezza pubblica cresce sulle condizioni in cui vivono i giovani detenuti in Italia.

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