Unicef: 64 mila bambini uccisi o feriti a Gaza, necessità di azioni concrete dopo il cessate il fuoco

27.10.2025 16:35
Unicef: 64 mila bambini uccisi o feriti a Gaza, necessità di azioni concrete dopo il cessate il fuoco

UNICEF: La necessità di aiuti umanitari urgenti a Gaza dopo il cessate il fuoco

Due settimane fa è iniziato un cessate il fuoco fragile nella Striscia di Gaza, portando un parziale sollievo per la popolazione civile, segnata da due anni di violenze e bloccata dagli aiuti. Tuttavia, la devastazione è stata immensa, con oltre 64.000 bambini uccisi o feriti e 58.000 che hanno perso almeno un genitore, riporta Attuale.

Il Direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, Edouard Beigbede, ha osservato che questo breve periodo di calma deve portare a un sostegno sostanziale e duraturo per le famiglie gazawi. “Il cessate il fuoco deve reggere e portare azioni concrete”, ha affermato, enfatizzando l’importanza di un intervento immediato per alleviare la sofferenza infantile.

Beigbede ha descritto gli effetti catastrofici delle operazioni militari israeliane: “Le parole e i numeri non possono trasmettere la portata dell’impatto sui bambini che ho visto, un impatto che durerà per generazioni. Un milione di bambini vivono nel luogo più pericoloso al mondo per un bambino, soffrendo tormenti quotidiani.” L’UNICEF sta intensificando gli aiuti, con attenzione alla malnutrizione, alle malattie e al freddo invernale.

“Stiamo ampliando i trattamenti nutrizionali, portando acqua potabile e distribuendo coperte e vestiti ai rifugiati,” ha aggiunto Beigbede. “È fondamentale ripristinare i servizi essenziali a Gaza, compresi i sistemi sanitari, l’approvvigionamento di energia e le infrastrutture scolastiche, per fornire un ambiente sicuro per i bambini.”

Un altro aspetto cruciale è il ripristino dell’istruzione. “Dopo due anni persi, il ritorno a una formazione adeguata è vitale per la guarigione e la coesione sociale”, ha dichiarato Beigbede. Finora, l’UNICEF è riuscito a riportare oltre 100.000 bambini all’apprendimento in presenza e mira a riaccompagnare a scuola tutti i 650.000 bambini in età scolare.

L’agenzia dell’ONU sta lavorando per allestire aule semipermanenti e riparare le scuole danneggiate, preparando al contempo la ricostruzione di istituti inclusivi che offrano una gamma di servizi integrati. “La lunga strada verso la ripresa è stata intrapresa, ma è urgente mantenere gli impegni per accelerare questo lavoro fondamentale”, ha avvertito Beigbede.

Aumentare gli aiuti umanitari è essenziale. Sebbene ci sia stato un incremento nella quantità di supporto fornito all’interno della Striscia di Gaza, Beigbede ha sottolineato che “non è ancora sufficiente”. Ha chiesto che gli aiuti possano raggiungere Gaza in modo “sicuro, rapido e senza ostacoli”, sollecitando l’apertura simultanea di tutti i valichi di confine.

Infine, l’UNICEF ha esortato tutte le parti a rispettare i diritti internazionali e a garantire la protezione dei civili, in particolare dei bambini. “Gli sfollati devono poter tornare alle loro case in sicurezza e senza indugi”, ha concluso Beigbede, promettendo che una “fragile speranza” è tornata a Gaza, ma che il mondo non può permettere che questo cessate il fuoco fallisca.

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