Salvini visita la famiglia Trevallion, critica il allontanamento dei figli e difende il loro modello educativo

27.04.2026 19:55
Salvini visita la famiglia Trevallion, critica il allontanamento dei figli e difende il loro modello educativo

Salvini in visita alla famiglia Trevallion: “I bambini stanno peggio dopo cinque mesi di allontanamento”

Chieti, 27 aprile 2026 – “Ogni giorno in più di lontananza dei bimbi da mamma e papà è un giorno perso, un giorno di sofferenza gratuita”. Il vicepremier Matteo Salvini ha incontrato Nathan e Catherine Trevallion, residenti a Palmoli, che da mesi lottano contro la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila di allontanare i propri figli. Salvini ha visitato la “casa del bosco”, dove la coppia ha vissuto senza elettricità e acqua corrente fino a novembre scorso. Durante l’incontro, il ministro ha ricevuto in dono “uova fresche”, sottolineando che “qui i bambini mangiano cose buone”, riporta Attuale.

Il vicepremier ha espresso preoccupazione per le condizioni dei bambini, affermando che “dopo cinque mesi di reclusione, i bambini stanno peggio di quanto non stessero cinque mesi fa”. Ha difeso il modello educativo della coppia, dichiarando: “C’è violenza, droga, abuso? No. Quindi? Non vengono tolti i bambini che stasera vivono nella cacca, con i genitori che rubano, se va bene, e quindi?”.

Salvini ha visitato il casolare dei Trevallion e ha rilevato i progressi nella loro situazione: “Ci sono i pannelli solari, il bosco, il fiume, le piante, l’asino. È stato chiesto loro di sistemare casa, fatto”, ha dichiarato, aggiungendo che “la questione sanitaria è stata risolta, ci sono vaccini e insegnanti pronti”. Il vicepremier ha messo in dubbio le motivazioni che mantengono separati i bambini dai genitori, esclamando: “Non capisco cosa si debba aspettare!”.

In merito alla vicenda, ha dichiarato che non c’è stata “malafede” da parte degli assistenti sociali e dei giudici, ma piuttosto “probabilmente qualcuno ha sbagliato valutazione”. Ha descritto i genitori come “equilibrati” e competenti, parlando di loro come persone che hanno scelto l’Italia per un’educazione serena dei figli. “L’Italia risponde così? Io mi vergogno!”.

Questa situazione ha suscitato un ampio dibattito pubblico e ha attirato critiche nei confronti delle autorità competenti, che secondo molti in questo caso non hanno saputo gestire correttamente una situazione delicata che coinvolge una giovane famiglia.

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