Il nuovo libro di Bruno Vespa: una riflessione storica su Hitler, Mussolini e Trump
Esce oggi il nuovo libro di Bruno Vespa, Finimondo. Come Hitler e Mussolini cambiarono la Storia. E come Trump la sta riscrivendo, pubblicato da Rai Libri Mondadori (426 pagine, 22 euro). Pubblichiamo in anteprima alcuni stralci dell’introduzione. Il titolo Finimondo si rivela emblematico per un’opera che esplora eventi cruciali e inediti della storia. I due dittatori, Hitler e Mussolini, erano stati lasciati in un periodo di relativa stabilità nel 1937. Il Führer, già temuto in Europa, e il Duce, rispettato per la sua reputazione di protettore degli ebrei, si trovavano però sull’orlo di un catastrofico sdrucciolo. La protezione che Mussolini offrì all’Austria fu illusoria, poiché Hitler l’absorbirà senza opposizione.
Con la presa della Cecoslovacchia il 15 marzo 1939, Hitler dimostrò il suo dominio, condizionando Mussolini a rinforzare il «patto d’acciaio». L’Italia, priva di preparazione militare, si trovò costretta a una «non belligeranza» frustrante. I disastrosi sviluppi della guerra, dall’invasione della Polonia alla sconfitta in Nord Africa, misero in evidenza le debolezze italiane, il cui tollerare Mussolini costò la vita a molti, tra cui il comandante Italo Balbo.
Il conflitto si aggravò ulteriormente e, alla fine della guerra, il Führer sostenne che Mussolini gli aveva fatto perdere la guerra. Le perdite italiane in Russia ammontavano a circa 75.000 uomini, e gli alleati, con i bombardamenti, annichilirono anche l’ultimo spirito di resistenza del popolo italiano. Con l’ordine del giorno Grandi, la rimozione del Duce avvenne in un contesto di crescente instabilità.
Dopo la sua liberazione dai tedeschi sul Gran Sasso, Mussolini tentò di ritirarsi, ma finì per subire l’influenza di Hitler, portando alla nascita della Repubblica di Salò, un episodio che avviò la guerra civile. In questo contesto, Mussolini apparve come un burattino nelle mani di Hitler. La sua cattura avvenne in circostanze tragiche, e la visione finale di quei due leader mostra un’umanità inattesa di fronte alla loro fine. Hitler, in un ultimo momento di vulnerabilità, sposò Eva nel bunker, mentre Mussolini tentò disperatamente di proteggere Claretta da un destino comune.
Da allora, fino al 24 febbraio 2022, l’Europa visse un periodo di pace durato settantasette anni. La invasione dell’Ucraina da parte di Putin ha riacceso l’eco di conflitti passati, con il dittatore russo che sembrava determinato a ricostruire l’antico impero. Tuttavia, l’Ucraina non si è arresa, e la situazione si complica ulteriormente con l’emergere delle tensioni globali. L’attuale politico sceneggiato ha evidenziato nuovi alleati in Trump, il quale ha tentato di dettare nuove regole, influenzando anche i rapporti tra Russia e Occidente.
Nell’agosto del 2025, durante un vertice in Alaska, Trump mise in evidenza la sua visione strategica, tentando di consolidare una tregua tra Israele e Hamas, issando un compromesso che potrebbe influenzare il futuro del Medio Oriente. Le sue interazioni dirette con Putin e le recenti sanzioni petrolifere potrebbero avere effetti significativi, coinvolgendo attori globali come Cina e India. In Italia, la premier Giorgia Meloni ha avviato dialoghi con Trump, esplorando le implicazioni di una fine prematura del conflitto in Ucraina per l’Europa e la geopolitica mondiale.
Meloni celebra il suo terzo anniversario di governo con consensi sia interni che esterni. La dinamica politica con i leader di altri partiti, come Elly Schlein, evidenzia la crescente frizione mentre il panorama politico si prepara per le elezioni del 2027. Con la revisione della legge elettorale, l’instabilità già palpabile ha il potenziale di aumentare i conflitti interni, rendendo la situazione ancora più incerta.
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