Milano, indagini sul deragliamento del tram 9: incertezza sulle cause e responsabilità
Due passeggeri sono deceduti nel deragliamento del tram 9 in viale Vittorio Veneto a Milano, secondo quanto riportato dall’autorità giudiziaria, senza escludere alcuna ipotesi riguardante le condizioni che hanno portato all’incidente, comprese >eventuali errori umani e malfunzionamenti tecnici, riporta Attuale.
Il conducente Pietro M. è sotto indagine per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni, e gli inquirenti cercano di chiarire se abbia avvertito di un malore prima dell’incidente. La polizia locale ha acquisito registrazioni delle comunicazioni tra il conducente e la control room per determinare se M. abbia segnalato della sua condizione di salute. È emerso che, dopo l’incidente, il conducente ha contattato un operatore per comunicare confusamente di un “deragliamento”.
Secondo la ricostruzione, dopo aver assistito un passeggero disabile, M. ha subito un trauma al piede sinistro, il che potrebbe averlo portato a un mancamento di controllo del mezzo. Il tram ha quindi deragliato a velocità sostenuta, schiantandosi contro un edificio all’incrocio con via Lazzaretto.
Le indagini si concentrano anche sullo smartphone dell’autista, per verificare eventuali comunicazioni prima dell’incidente. Risulta che la telecamera frontale del tram ha smesso di registrare poco prima dell’impatto, riattivandosi solo successivamente, il che ha sollevato interrogativi su un possibile blackout temporaneo. Al momento, l’autista rimane l’unico indagato, ma potrebbero essere coinvolti anche altri responsabili della sicurezza dei mezzi.