La riapertura del caso Elisa Claps: indagini e sospetti sulle complicità a Potenza

02.07.2026 15:55
La riapertura del caso Elisa Claps: indagini e sospetti sulle complicità a Potenza

Potenza, 2 luglio 2026 – La Procura della Repubblica di Potenza ha riaperto le indagini sul caso Elisa Claps, ponendo in dubbio il coinvolgimento esclusivo di Danilo Restivo nell’omicidio, avvenuto nel 1993. Questo sviluppo arriva a 16 anni dal ritrovamento del corpo della giovane e a poco meno di 11 anni dalla condanna a 30 anni inflitta a Restivo, riporta Attuale.

La notizia è emersa da un’anticipazione fornita durante la trasmissione Chi l’ha visto, dove il fratello di Elisa, Gildo Claps, ha dichiarato: “Da due anni la Procura di Potenza ha riaperto con coraggio le indagini sul ritrovamento del corpo e sulle complicità.” Oggi giungono conferme e dettagli cruciali sulla nuova inchiesta.

Cosa cerca la Procura?

In un’intervista con l’ANSA, il procuratore della Repubblica di Potenza, Camillo Falvo, ha confermato le indagini in corso, sottolineando che “ci sono alcuni casi che meritano una piena verità, al di là dell’aspetto prettamente giudiziario, per rispetto delle vittime e delle loro famiglie”. Fonti dell’ambiente giudiziario informano che i magistrati stanno investigando per concorso in omicidio con Restivo. I Carabinieri del Ris hanno recentemente effettuato nuovi accertamenti tecnico-scientifici utilizzando nuove tecnologie, inclusi quelli realizzati all’interno del sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità, location centrale nel ritrovamento del cadavere di Elisa.

Le indagini mirano a reperire prove di eventuali “complicità” nel delitto, che la famiglia Claps ritiene scontate, suggerendo l’esistenza di una rete di coperture che potrebbe giustificare silenzi istituzionali e anomalie investigative.

Chi ha aiutato Restivo?

Il sospetto è che qualcuno possa aver assistito Restivo a nascondere il corpo di Elisa e a eliminare le tracce del delitto. Spostare un corpo, nasconderlo in un luogo specifico e in una chiesa frequentata, e coprirlo con materiali edili richiede tempo e probabilmente più persone.

In questo contesto, rimane avvolta nel mistero la Chiesa della Santissima Trinità: come è possibile che per quasi vent’anni nessuno abbia notato odori o anomalie, dato che l’accesso al sottotetto veniva utilizzato anche per la manutenzione delle campane?

Ombre sui prelati

In passato, ombre si sono addensate attorno alla figura di Don Mimì Sabia, deceduto nel 2008 e contrario a perquisizioni approfondite. Un altro prelato che ha destato sospetti è stato Don Wagno. Testimonianze di donne delle pulizie hanno rivelato che i resti umani nel sottotetto erano già stati segnalati al viceparroco. Wagno, riguardo al cranio di Elisa, ha dichiarato: “mi sembrò un pallone”. Nel 2016, la questura di Potenza ha cercato di notificargli un atto, solo per scoprire che era già tornato in Brasile.

Gli abbagli delle prime indagini

Le prime indagini sulla scomparsa di Claps hanno evidenziato significative lacune. Restivo fu inizialmente sotto i riflettori, ma la sua posizione fu rapidamente archiviata. Non si tornò a indagarlo fino al momento in cui venne accusato dell’omicidio di una donna in Inghilterra, sua vicina di casa. Perché Restivo non fu arrestato il 12 settembre 1993, quando presentava vestiti insanguinati e ferite alla mano?

Per anni, le indagini hanno seguito la pista dell’allontanamento volontario, trascurando indizi evidenti. Ci si chiede se questa scelta sia stata dovuta a incompetenza o se sia esistita una volontà di insabbiare i sospetti su Restivo, figlio di un funzionario pubblico con un certo prestigio a Potenza.

0 Comments

  1. Non ci posso credere che dopo tutti questi anni ci siano ancora dubbi su questo caso. È sconcertante pensare a quanto tempo sia passato e a quante persone possano essere coinvolte. Dovrebbero fare di tutto per fare chiarezza e rendere giustizia a Elisa e alla sua famiglia, ma chissà…

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere