Primarie del centrosinistra: Schlein pronta a partecipare nonostante le tensioni interne al Pd

03.03.2026 05:15
Primarie del centrosinistra: Schlein pronta a partecipare nonostante le tensioni interne al Pd

Primarie di coalizione, tensioni nel PD e il dibattito sulla legge elettorale

“Pronta a concorrere alle primarie di coalizione”, si è dichiarata la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Molti nel suo stesso partito esprimono preoccupazione, temendo che le primarie possano lasciare “morti e feriti”, specialmente a causa dell’opposizione di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, alla candidatura di Schlein per la premiership del centrosinistra. Si sta già parlando della necessità di trovare una figura unificante, con il nome della sindaca di Genova, Silvia Salis, che circola tra gli esponenti del partito, nonostante la sua avversione alle primarie, ma ogni decisione è rimandata a dopo il referendum, riporta Attuale.

Ieri, Dario Franceschini, uno dei maggiori sostenitori di Schlein, ha auspicato che le primarie si svolgano “entro Natale”, durante un’intervista in cui ha espresso le critiche del PD riguardo alla legge elettorale proposta dal centrodestra. Ha richiamato l’attenzione sull’elezione del Presidente della Repubblica, sottolineando che la legge, se approvata, potrebbe garantire l’autosufficienza del centrodestra o del centrosinistra nella scelta del successore di Sergio Mattarella. Il PD contesta la entità del premio (70 deputati e 35 senatori) e la soglia del 40% necessaria per attivarlo, così come il ballottaggio previsto solo se due coalizioni ottengono tra il 40% e il 35%, tornando al sistema proporzionale della Prima Repubblica al di sotto di queste soglie.

“Un passo per volta”, avvertono dal Nazareno, ribadendo che la priorità attuale è la battaglia referendaria. In caso di vittoria del No, la Lega, attualmente in difficoltà nei sondaggi, potrebbe disattendere l’accordo sulla legge elettorale, che eliminerebbe i collegi, penalizzando il partito al Nord. Infatti, il risultato del referendum si preannuncia cruciale non solo per le riforme del centrodestra, ma anche per il futuro della legislatura. Se il No dovesse prevalere, la premier Giorgia Meloni potrebbe essere incentivata a non rispettare il suo impegno di portare a termine il quinquennio, accelerando verso elezioni autunnali con una nuova legge. In caso contrario, rischierebbe un lungo periodo di logoramento e frustrazione tra gli alleati. Al contrario, se il Sì dovesse prevalere, maggioranza e governo potrebbero premere sull’acceleratore per consolidare il loro mandato.

Nel frattempo, oggi si svolge nell’Aula del Senato il primo voto sul disegno di legge riguardante l’antisemitismo, privo di intenti sanzionatori ma che mantiene il riferimento alla definizione dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance). La maggioranza, insieme a Azione, Italia Viva e i Riformisti dem, è favorevole, ma è pronta a dissentire in caso di astensione del gruppo, che sarebbe guidato dai 5 Stelle.

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