Roma, 19 novembre 2025 – Fare sesso senza “consenso” è stupro. È finalmente chiaro che non importa come era vestita la persona coinvolta, se ha accettato avances in precedenza, o se non ha reagito per cercare di fuggire; il consenso deve essere “libero e attuale”, riporta Attuale.
Proposta di legge approvata all’unanimità
Oggi la Camera ha approvato all’unanimità – 227 voti a favore su 227 – la proposta di legge, che ora passa al Senato e riscrive integralmente l’articolo 609-bis del Codice penale, il quale tratta della violenza sessuale, introducendo per la prima volta nella legge italiana la nozione di consenso.
L’Italia si unisce, quindi, ai tredici Paesi europei (Regno Unito, Svezia, Irlanda, Spagna, ma anche Grecia e Malta, per citarne alcuni) che fanno del consenso esplicito il fulcro per definire i reati sessuali. Per arrivare a questa legge è stato dirimente il contributo di due donne ai vertici della politica italiana: da un lato la presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, e dall’altro la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.
In un momento in cui i rapporti tra maggioranza e opposizione sono attraversati da molte tensioni – fisiologiche, come quelle sulla manovra di bilancio, ma anche eccezionali come quelle sul caso Quirinale scoppiato nei giorni scorsi – non si è chiuso il canale di confronto tra le due leader, che sono rimaste in contatto, anche con telefonate e messaggi, fino ad arrivare al risultato.
Schlein: “Lavoro trasversale”
Con questo viatico, si è arrivati a mettere un punto, da cui non si torna indietro, nella legislazione di un Paese come l’Italia, nel quale fino al 1996 lo stupro veniva considerato reato contro la morale pubblica e non contro la persona. “È stato un lavoro importante, trasversale,” spiega Schlein, sottolineando che sul tema del contrasto alla violenza di genere “bisogna saper mettere da parte le forti divergenze politiche che abbiamo.”
Il lavoro è iniziato proprio in commissione Giustizia a Montecitorio con l’approvazione bipartisan di un emendamento da parte delle relatrici Michela De Biase del PD e Carolina Varchi di Fratelli d’Italia.
Cambiamento “storico”: ecco perché
Il cuore del cambiamento, definito “storico” da destra a sinistra, segue la giurisprudenza della Corte di Cassazione, che è già intervenuta in vari casi. Questo cambiamento si basa sul fatto che finora la legge ha misurato lo stupro sulla forza dell’aggressore anziché sulla libertà violata della vittima, che ora diventa centrale, attuando i principi della Convenzione di Istanbul. Simonetta Matone, ora deputata della Lega, ma con una lunga carriera in magistratura, osserva che con la nuova normativa “non sarà la vittima a dover provare la sua resistenza ma l’imputato a dover dimostrare un consenso fermo”, esplicito e per tutta la durata dell’atto, sostenuta anche da Mara Carfagna, ex ministra e ora deputata di Noi Moderati, che afferma che “ogni donna ha il diritto di dire no” e di farlo “in qualsiasi momento”.
“Non serviranno, come sostiene una becera campagna di fake news, moduli da compilare prima di un rapporto,” conclude l’esponente del Partito Democratico, Laura Boldrini, prima firmataria della proposta di legge.
Finalmente una decisione che rende giustizia alle vittime! È inaccettabile che si sia sempre messo in discussione il loro consenso. Speriamo che questa legge cambi realmente le cose in Italia. Non si può tornare indietro, mai più!