Il governo Meloni modifica i tempi del taglio delle accise sul carburante
Non il 21, ma il 10 maggio. È la novità sullo sconto delle accise sul carburante che scattava ieri per effetto del decreto del governo Meloni. Il testo pubblicato in Gazzetta conferma la proroga per il taglio di 20 centesimi sul prezzo del gasolio e riduce a 5 centesimi il calo delle accise per la benzina, con un impatto di circa 6 centesimi se si considera l’Iva. Il decreto prevede per l’intervento un costo e coperture pari a 146,5 milioni di euro per l’anno 2026, riporta Attuale.
IL TAGLIO L’esecutivo fa sapere in mattinata che sarà un decreto ministeriale a prorogare il taglio fino alle tre settimane promesse. Intanto, arrivano altri 250 milioni di risorse per un intervento che ne vale complessivamente 400. Il Codacons protesta perché “nella conferenza stampa la premier Meloni aveva annunciato la proroga fino al 21”. Per l’associazione dei consumatori, si tratta di una “durata del tutto inadeguata considerata la situazione di crisi in atto e i livelli ancora molto elevati dei listini alla pompa. Il rischio concreto è che, alla luce del decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale, a partire dal prossimo 11 maggio il prezzo del gasolio torni a salire sopra i 2,3 euro al litro, piazzando l’Italia al vertice della classifica europea del caro-diesel”.
I RINCARI Anche perché intanto sulla rete si registrano i primi rincari per la benzina, con i prezzi che tuttavia non hanno ancora risentito pienamente della riduzione dello sconto sulle accise, passato da 20 a 5 centesimi di euro al litro senza considerare l’Iva. “Una volta che il minor taglio fiscale sarà interamente trasferito sui listini ai distributori, un pieno di verde costerà 9 euro in più”. Palazzo Chigi fa sapere che l’intervento arriverà nei prossimi giorni perché prima è necessario quantificare le risorse che arriveranno dall’extragettito Iva sui carburanti e ricorda che la circostanza era precisata nella relazione illustrativa al decreto legge.
LA POLEMICA Ma la polemica politica si accende. “Sui carburanti un governo nel caos riesce nell’impresa più difficile: sbagliare sempre il tempo delle decisioni”, dice Davide Faraone, di Italia Viva. “Ma c’è di più. Il taglio viene applicato indistintamente a tutti, senza alcun criterio di equità. Dal lavoratore che fatica ad arrivare a fine mese a chi fa il pieno alla Ferrari. Una redistribuzione al contrario: si usano risorse pubbliche per ridurre il prezzo anche a chi non ne ha alcun bisogno”, conclude. “La riduzione dello sconto sulla benzina, che passa da circa 24 centesimi a soli 5 centesimi al litro più Iva, mentre il diesel mantiene un beneficio più alto, intorno ai 20 centesimi più Iva, produce un intervento squilibrato e insufficiente. Il risultato sarà che milioni di automobilisti continueranno a pagare prezzi elevati alla pompa”, sostiene il senatore M5S Mario Turco. Per Nicola Fratoianni di Avs “l’Italia resta fragile se continua a dipendere dal combustibile fossile”.
IL GAS Nel frattempo arrivano buone nuove dal gas. L’Italia ha riempito quasi il 50% delle scorte per il prossimo inverno, contro il 32,7% dell’Ue e il 25,7% della Germania. Il risultato arriva dopo un mese esatto dall’avvio degli stoccaggi, con il prezzo ai massimi dallo scorso 14 aprile. Gli operatori italiani hanno già comprato metano per riempire il 90% delle scorte, e il prodotto arriverà nei prossimi mesi.
Alessandro D’Amato