Garlasco (Pavia), 3 maggio 2026 – Un corpo contundente ha ucciso Chiara Poggi: i possibili moventi che potrebbero aver spinto Andrea Sempio a commettere il delitto includono un’ossessione sessuale e un rifiuto ricevuto, riporta Attuale.
Amore non corrisposto
Le domande fondamentali che i pubblici ministeri di Pavia intendono porre a Sempio, qualora si presentasse mercoledì, ruotano attorno a un’accusa terribile. Messaggi scritti da Sempio su un forum sono stati successivamente cancellati, alimentando il sospetto. La difesa sostiene che le circostanze si riferiscano a un amore non corrisposto durante gli anni della giovinezza di Sempio, oggi 38enne, quando aveva tra i 18 e i 20 anni.
La ragazza non era Chiara
La passione di Sempio si è trasformata in ossessione, ma la persona di cui era innamorato non era Chiara, bensì la sorella maggiore del suo amico Marco. Gli amici che condividevano questa ambiguità affermano di essere al corrente della situazione. Angela Taccia, legale di Sempio e ex fidanzata di un membro del gruppo, e Marco Poggi stesso, confermano la mancanza di indizi di un’attrazione da parte dell’amico per Chiara.
Verso l’interrogatorio
Sempio è convocato per mercoledì mattina in Procura a Pavia; tuttavia, i suoi difensori lo informeranno del comportamento da tenere solo il giorno precedentemente. “Il 5 maggio scioglieremo la riserva”, ha dichiarato il difensore Liborio Cataliotti. Tuttavia, attualmente la difesa non dispone di una visione chiara del quadro accusatorio nei confronti del suo assistito. Restano interrogativi su eventuali indizi e prove che potrebbero avvalorare o smentire le accuse.
Il Dna e il “background” genetico
Si è sollevata la questione concernente la presenza del Dna della linea paterna di Sempio, ovvero l’aplotipo Y, rinvenuto su due unghie della vittima. Un interrogativo è: perché trovare il Dna di Sempio e non quello del fidanzato Alberto Stasi o di altri familiari? La consulenza della difesa parla di un “background genetico”, evidenziando una questione di contaminazione o di contatto diretto.
L’impronta 33
Particolare attenzione è dedicata all’“impronta 33”, riconducibile a Sempio, rinvenuta nella cantina dove Chiara è stata uccisa. La Procura ritiene che l’impronta possa confermare le accuse, mentre la difesa contesta tale conclusione, suggerendo che Sempio si era recato nel luogo per recuperare delle scatole dei giochi.
Le altre analisi
Le analisi condotte dalla Bpa (Blood Pattern Analysis) e dalla anatomopatologa Cristina Cattaneo concludono che le impronte delle suole a palline, associate all’assassino, non appartengono a Sempio, il quale indossa numeri di scarpa superiori.
Le telefonate e lo scontrino
Infine, emergono le tre telefonate effettuate da Sempio alla famiglia Poggi tra il 7 e l’8 agosto 2007, oltre a una controversia riguardante uno scontrino che avrebbe potuto essere un alibi la mattina del delitto. Il documento è stato consegnato ai carabinieri solo dopo un lungo tempo.