Scomparsa di due sorelle in Abruzzo: la Procura indaga su possibili aiuti esterni e fuga organizzata

15.06.2026 03:15
Scomparsa di due sorelle in Abruzzo: la Procura indaga su possibili aiuti esterni e fuga organizzata

Ricerche Incessanti per Alisya e Sara, Scomparse nel Parco Nazionale d’Abruzzo

Roma, 15 giugno 2026 – Sono ore di angoscia nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove da domenica 7 giugno non si hanno più notizie di Alisya, 16 anni, e Sara, 12, scomparse dalla casa-famiglia Ofh Hope di Civitella Alfedena (L’Aquila), che le ospitava da due anni. Le ricerche, scattate immediatamente, non si sono mai interrotte in questi otto giorni: carabinieri, vigili del fuoco e una trentina di volontari setacciano palmo a palmo ogni angolo del comprensorio, con il supporto di droni e unità cinofile concentrate soprattutto nelle zone più frequentate dalle due sorelle, riporta Attuale.

Particolare attenzione viene rivolta al lago di Barrea, dove sono in corso accertamenti — al momento senza immersioni — perché tra le piste c’è anche quella, drammatica, di un gesto volontario e insano. Resta comunque aperta anche l’ipotesi di una fuga organizzata e quella, oggi più seguita, di un allontanamento con un aiuto esterno. Su quest’ultimo fronte si concentra la Procura della Repubblica di Sulmona: il sostituto procuratore Stefano Iafolla ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori, ipotesi rafforzata dalle immagini delle telecamere della località montana, che hanno riportato passaggio di un’auto sospetta tra le 2 e le 5 del mattino di domenica 7 giugno, proprio nelle ore in cui le sorelle si sarebbero allontanate dalla struttura attraverso una finestra rotta e priva di inferriate.

Sequestrata la camera in cui le adolescenti vivevano. Acquisiti i loro cellulari lasciati nella comunità, ora al setaccio insieme a lettere e messaggi che potrebbero rivelare il loro stato d’animo nei giorni precedenti la scomparsa. Una lettera alla mamma, mostrata dal Tg1, recita: “Ci manchi, abbiamo sempre desiderato una mamma come te”. Significativa, in questo senso, la testimonianza di Joseph, il fidanzatino coetaneo di Alisya: negli ultimi tempi nella ragazza sembrava esserci qualcosa di diverso, come se avesse dentro qualcosa che voleva dirgli ma che non riusciva a tirare fuori. Una frase in particolare — “hanno paura del buio” — è ora al centro dell’attenzione degli inquirenti.

A complicare il quadro, la turbolenta vicenda giudiziaria e familiare che da anni accompagna le due sorelle. Il padre, Stefano Di Giacinto, che a maggio aveva riottenuto la responsabilità genitoriale avviando un percorso di riavvicinamento (era stato denunciato per maltrattamenti, poi assolto), ha denunciato i responsabili della casa-famiglia, accusandoli di non aver garantito controlli adeguati: una struttura, sottolinea, priva di sistemi di videosorveglianza interni e di allarme, che secondo il suo legale avrebbe potuto rendere più rapida la scoperta dell’allontanamento. Sul fronte opposto, gli avvocati della madre, Valentina D’Acunto, respingono le accuse di essere l’ispiratrice del rapimento e sbandierano un legame fatto di affetto e speranza di un ritorno a casa, documentato da numerose lettere scambiate con le figlie.

Al di là delle carte bollate e degli appelli, restano due ragazze con sogni semplici e concreti. Alisya frequenta l’istituto turistico, ama il ballo e l’atletica leggera, e sogna di diventare criminologa: riservata, con un mondo interiore ricco ma spesso difficile da decifrare. Sara studia alla media di Barrea e vorrebbe diventare estetista: dolce, silenziosa, legatissima alla sorella maggiore. Entrambe, raccontano gli inquirenti, ordinate e composte, mai protagoniste di episodi che lasciassero presagire una fuga volontaria.

Nelle ultime ore, intanto, si sono moltiplicate le segnalazioni di presunti avvistamenti, in Puglia, ma anche a Argenta in provincia di Ferrara: verificate, si sono rivelate infondate, riportando le ricerche sull’area della comunità. Per questo il pm Iafolla ha deciso di imprimere un impulso all’attività d’indagine. In sinergia con la prefettura dell’Aquila ha disposto controlli a tappeto nelle abitazioni vuote e disabitate dell’area.

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