Riforma della medicina generale, Letizia Moratti: “Incentivi e formazione per salvare il Servizio sanitario”

16.06.2026 01:15
Riforma della medicina generale, Letizia Moratti: “Incentivi e formazione per salvare il Servizio sanitario”

Riforma della medicina generale: opportunità per un cambio di rotta nel Servizio Sanitario Nazionale

Roma, 16 giugno 2026 – La recente discussione sulla riforma della medicina generale mette in evidenza un principio fondamentale: le trasformazioni strategiche nel Servizio sanitario nazionale non possono essere imposte senza coinvolgere i professionisti che forniscono assistenza ai cittadini. Dopo il ritiro della proposta di riforma che prevedeva la dipendenza dei medici di famiglia, si apre la possibilità di avviare un dibattito più costruttivo basato su solide basi condivise, riporta Attuale.

Il nostro progetto si fonda sull’idea di modernizzare la medicina territoriale mantenendo intatto il rapporto fiduciario tra medico e paziente, elemento cruciale del sistema sanitario italiano. L’intento è di evitare la burocratizzazione dei medici di famiglia, valorizzando il loro ruolo e promuovendo un’integrazione multidisciplinare che risponda alle nuove sfide epidemiologiche e demografiche. In linea con gli obiettivi del Pnrr, la riforma ridefinisce il ruolo del medico di medicina generale come protagonista di un modello organizzativo innovativo, che favorisce la collaborazione tra ospedali e territorio. Prevenzione, diagnosi precoce e gestione delle patologie croniche diventano elementi centrali nella loro pratica quotidiana.

La proposta prevede una organizzazione del lavoro moderna e sostenibile, con un impegno settimanale di 38 ore, aumentando il focus sulle cure primarie, alle vaccinazioni e alla telemedicina. L’introduzione di un sistema retributivo non esclusivamente legato al numero di pazienti permetterebbe di valorizzare il tempo dedicato ai pazienti e attrarre medici nelle aree più disagiate.

Un’attenzione particolare è riservata alla formazione e al ricambio generazionale, grazie all’istituzione di specializzazioni in Medicina Generale e all’inserimento di giovani medici in formazione. Un sistema di remunerazione variabile, collegato ai risultati in prevenzione e assistenza, incentiverebbe un maggior impegno a favore della salute dei cittadini.

Questa riforma permetterebbe di ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, migliorando la qualità delle diagnosi e contribuendo a diminuire le liste d’attesa. Le recenti difficoltà evidenziano come il cambiamento necessiti di una riorganizzazione dei servizi e del coinvolgimento attivo dei professionisti. L’obiettivo deve essere la cura delle persone, non la creazione di ulteriori liste d’attesa per trovare un medico di base.

Confido che il Parlamento avvii celermente l’analisi della proposta di Forza Italia, un documento equilibrato e frutto del dialogo con i medici, in grado di rappresentare un primo passo verso una riforma strutturale del Servizio sanitario nazionale. È fondamentale affrontare le sfide attuali, come il sovraffollamento dei Pronto Soccorso e la carenza di personale, attraverso riforme audaci e pragmatiche, costruite insieme a chi lavora al servizio dei cittadini.

*presidente della Consulta nazionale di Forza Italia

ed europarlamentare Ppe

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere