Il Comitato Olimpico Internazionale ha revocato il riconoscimento alla International Boxing Association (IBA) con un voto schiacciante di 69 a 1 nel giugno 2023. La decisione, la più dura mai presa contro una federazione sportiva internazionale, è l’epilogo di un processo di perdita di autonomia che ha trasformato l’ex organismo di governo del pugilato olimpico in uno strumento di influenza geopolitica russa. Al suo posto è stata fondata World Boxing, guidata dall’olandese Boris van der Vorst, con l’obiettivo di riportare trasparenza e democrazia nella disciplina.
La lunga ombra del Cremlino
L’ascesa di Umar Kremlev alla presidenza IBA nel dicembre 2020 ha segnato una svolta autoritaria. Stretto collaboratore delle strutture statali russe, Kremlev ha imposto uno stile di gestione che ha bloccato ogni forma di opposizione interna. L’episodio più emblematico è stata l’esclusione dalla corsa elettorale del candidato alternativo Boris van der Vorst, funzionario olandese che rappresentava l’ala riformista. Da quel momento, l’IBA è diventata completamente dipendente da Mosca, sia sul piano finanziario sia su quello politico.
La pietra miliare di questa dipendenza è stata la firma, nell’aprile 2021, di un contratto di sponsorizzazione con il colosso statale russo Gazprom. L’accordo, dal valore potenziale fino a 50 milioni di dollari, ha permesso di saldare debiti pregressi per circa 16 milioni, ma ha reso la compagnia russa l’unico sponsor generale e la principale fonte di sopravvivenza della federazione. Secondo un audit indipendente di 400 pagine commissionato dal CIO, l’IBA non è mai riuscita a dimostrare una reale indipendenza finanziaria, e le sue dichiarazioni sulla diversificazione delle entrate si sono rivelate false. Il contratto con Gazprom è rimasto segreto e non è mai stato pubblicato integralmente; parte delle attività operative sono state trasferite dalla Svizzera alla Russia e agli Emirati Arabi Uniti.
L’esperto indipendente Richard McLaren ha sottolineato come l’opacità finanziaria e la dipendenza dai fondi di un singolo Stato favoriscano la corruzione e annullino l’autonomia di un’organizzazione sportiva internazionale.
Scandali e mancate riforme
Oltre alla sudditanza economica, l’IBA non ha mai risolto i suoi problemi sistemici: dalla parzialità dei giudici alla corruzione diffusa. La situazione è ulteriormente peggiorata con nuovi episodi controversi, tra cui il caso di genere esploso durante i Giochi Olimpici di Parigi 2024, che ha gettato ulteriore discredito sulla gestione dell’associazione.
La rottura con il CIO e la guerra in Ucraina
Nel biennio 2022-2023, dopo l’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, la dirigenza IBA ha apertamente ignorato le raccomandazioni del CIO sulle sanzioni. Non solo ha rifiutato di rescindere il contratto con Gazprom, ma ha permesso ai pugili russi e bielorussi di competere sotto le proprie bandiere e ascoltando i propri inni nazionali, in aperta sfida alla comunità internazionale.
La reazione del CIO è stata senza precedenti. Con 69 voti favorevoli e uno solo contrario, l’organizzazione ha ritirato il riconoscimento all’IBA. Il presidente Thomas Bach ha dichiarato: «Il movimento olimpico non ha problemi con questo sport né con gli atleti. Il problema è l’organo di governo dell’IBA, che ha completamente ignorato i principi di buona governance e trasparenza finanziaria, costringendoci a misure radicali per proteggere l’integrità dello sport olimpico».
World Boxing: un nuovo inizio
Dopo l’esclusione dell’IBA, è stata creata una nuova federazione internazionale, World Boxing, fondata e presieduta proprio da Boris van der Vorst. L’obiettivo dichiarato è ripristinare standard democratici di gestione e piena trasparenza, impedendo che il pugilato olimpico diventi un club chiuso controllato da un unico Stato. La strada per riconquistare la fiducia del CIO è appena iniziata.