Elena Bonetti: Obiettivi e Sfide per la Rappresentanza Femminile in Politica
“Abbiamo una responsabilità che va oltre il nostro mandato personale”. Così ha dichiarato l’onorevole Elena Bonetti, presidente di Azione ed ex ministra per le Pari opportunità (2019-2022). Bonetti è promotrice di una lettera aperta contro l’introduzione del voto di preferenza nella nuova legge elettorale, un’iniziativa che ha generato un acceso dibattito sui social e ha superato le divisioni partitiche, raccogliendo adesioni bipartisan, riporta Attuale.
Bonetti spiega le ragioni alla base del suo appello: “Dobbiamo cogliere l’occasione di una riforma della legge elettorale, che io e il mio partito non abbiamo sostenuto, per almeno avvicinarci il più possibile al dettato costituzionale, in particolare all’articolo 3, che stabilisce come sia compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza delle cittadine e dei cittadini”. Il suo obiettivo va dunque oltre le mere dinamiche di voto.
La presidente di Azione sottolinea la storicità della rappresentanza femminile: “Le donne costituenti erano 21 su 556. Si figuri se avessero deciso che, in fondo, siccome loro ce l’avevano fatta, andava bene così. Si sono battute perché più donne dopo di loro potessero entrare nelle istituzioni e assumere un ruolo di governo e di impegno politico. E a noi spetta quel compito, ancora aperto”.
Bonetti avverte che il sistema delle preferenze potrebbe svantaggiare ulteriormente le donne: “I dati sono chiari. La competizione per preferenze premia la visibilità, le reti personali, le risorse economiche per costose campagne personali. Proprio su questi elementi, la media delle donne è più svantaggiata rispetto agli uomini. È come se noi facessimo una corsa a due e dicessimo che un concorrente deve partire indietro: non sarebbe una corsa realmente competitiva, non avremmo un meccanismo di selezione meritocratico”.
Alcuni esponenti come l’europarlamentare Pina Picierno sostengono che le preferenze siano un sistema valido, richiamando l’esperienza del voto europeo. Bonetti risponde: “Comprendo le posizioni delle colleghe elette alle europee, così come alle regionali. Ma la nostra esperienza personale di donne elette, per quanto positiva, non fa del nostro successo personale un parametro di valutazione della situazione di tutte le donne nel Paese. Non si dimostra un teorema trovando uno o più casi che rispettano la tesi”.
Quando le viene chiesto di chiarire, Bonetti afferma: “È come se dicessimo che, siccome c’è una donna che è riuscita a diventare presidente del Consiglio, allora in Italia non c’è un problema di disparità tra donne e uomini. È sotto gli occhi di tutti che questo argomento non regge: i numeri non mentono”.
Quali alternative propone per favorire un’elezione più equa delle donne? La risposta di Bonetti è chiara: “Le alternative alle preferenze esistono, anche per dare più potere di scelta nelle urne: dai collegi uninominali ai listini corti costruiti con l’alternanza di genere, fino a meccanismi di selezione trasparenti nei partiti. Come sempre, se la volontà c’è, le soluzioni si trovano”.
Infine, in merito alle elezioni del 2027, Bonetti chiarisce la posizione di Azione: “Ci presenteremo al centro, fuori dai due schieramenti di destra e di sinistra che saranno sotto il ricatto populista del fronte dei vannacciani, da una parte, e dei 5 stelle (e della possibile discesa in campo di Alessandro Di Battista), dall’altra”.
Conferma inoltre che il partito sta lavorando per costruire un terzo polo: “Stiamo costruendo un’alternativa liberal-democratica e popolare insieme alle forze che hanno riconosciuto la validità del nostro percorso, da Pina Picierno a Luigi Marattin. Raccoglieremo in modo coerente le migliori energie del Paese: ricordo che in questa legislatura Azione ha eletto pari numero di donne e uomini”.