Roma, 18 agosto 2026 – Nuovi sviluppi sul caso del furto di Ferragosto dei quadri di Antonello da Messina, avvenuto proprio nel giorno della riapertura al pubblico del museo regionale Accascina. È in arrivo un procedimento disciplinare nei confronti dei quattro custodi presenti al museo durante l’irruzione dei ladri, riporta Attuale.
Il dipartimento per i Beni culturali della Regione siciliana avvierà la procedura non appena riceverà la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio. La misura più severa, che potrebbe essere presa in considerazione per i custodi, prevede il licenziamento.
Le indagini sui possibili autori del colpo stanno procedendo rapidamente: gli inquirenti hanno scoperto alcune tracce lasciate dalla banda. Nel momento in cui è avvenuto il furto, il sistema d’allerta avrebbe attivato immediatamente, e le telecamere di videosorveglianza hanno registrato la scena. Tuttavia, i custodi non si sarebbero accorti di nulla.
I custodi non si sarebbero accorti del furto nonostante l’allarme
I quattro custodi, due donne dipendenti regionali e due uomini ex Asu impiegati nei Servizi ausiliari Sicilia, sono stati interrogati dalla polizia e dal Nucleo speciale dei carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, dopo di che sono stati messi in ferie. Quando la banda di ladri ha sottratto alcune tavole del celebre artista, valutate decine di milioni di euro, il sistema d’allarme sarebbe scattato, ma i custodi non si sarebbero resi conto del furto fino a successiva segnalazione. Solo dopo il ritrovamento delle due tavole abbandonate durante la fuga, avvenuto grazie a una coppia di passanti, i custodi sono stati in grado di comprendere l’accaduto.
In base al regolamento, la procedura disciplinare per i custodi dovrà essere formalizzata dal dipartimento della funzione pubblica della regione. Se la Procura di Messina dovesse aprire un’indagine nei confronti di uno o più custodi, la Regione sospenderà l’azione disciplinare.
La testimonianza: “Due custodi usciti dopo 20 minuti”
“Stavamo parcheggiando e i fari dell’auto hanno illuminato le tue tavole che erano sul marciapiede, appoggiate sul muretto: le ho viste benissimo e le ho riconosciute all’istante”, ha dichiarato la testimone che ha rinvenuto le due opere abbandonate. “Abbiamo fatto le foto alle opere e chiamato immediatamente il 112, erano le 21.02”. Secondo le telecamere, i ladri erano entrati in azione alle 20.47. “Quando è arrivata la polizia – aggiunge – ha tentato di contattare il museo, ma non si trovava nessuno. Dopo circa 20 minuti sono usciti due custodi; uno di loro, visibilmente sbalordito e spaventato, stava tentando di contattare qualcuno con il suo telefonino”.
Nessuna anomalia nei verbali interni
Fonti del governo della Regione siciliana hanno riferito che non sono emerse anomalie dai verbali interni redatti nei giorni antecedenti al furto. Immediatamente dopo l’accaduto, il presidente della regione, Renato Schifani, ha disposto un’ispezione interna. Ieri, l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato, ha visitato il museo per incontrare il personale e verificare di persona la situazione.
Le tracce lasciate dalla banda
Secondo quanto riportato dall’Ansa, gli investigatori che indagano sul furto avrebbero trovato delle tracce lasciate dalla banda di ladri. La dinamica del colpo, con due opere delle sei rubate abbandonate durante la fuga, suggerisce che non si trattasse di un gruppo di professionisti. Le indagini sono attualmente in corso, e gli inquirenti stanno analizzando ogni elemento per tentare di recuperare le preziose tavole del pittore siciliano del Quattrocento.
Teli neri al posto delle opere rubate
Nel frattempo, all’interno del museo regionale di Messina, al posto delle opere rubate, sono stati installati due teli neri sulle pareti. Uno copre il vuoto lasciato dalle tavole del Polittico di San Gregorio, mentre l’altro nasconde la colonna che ospitava la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e Cristo in Pietà.