Arresti in Zambia dopo le elezioni presidenziali
Il governo dello Zambia ha annunciato che nella notte tra giovedì e venerdì, a seguito delle elezioni presidenziali, sono state arrestate 11 persone legate all’opposizione con l’accusa di minaccia alla sicurezza dello Stato. Le autorità sostengono che gli arrestati sarebbero coinvolti in presunti piani per un’insurrezione armata, che includerebbero campi di addestramento segreti e l’utilizzo di armi e munizioni, con il presunto supporto di elementi stranieri, riporta Attuale.
Tra gli arresti si segnala quello avvenuto presso la residenza di Brian Mundubile, principale candidato dell’opposizione, insieme a diversi suoi collaboratori. Mundubile ha descritto questa operazione delle forze di polizia come un attentato alla sua vita.
Oltre a Mundubile, il principale contendente era l’attuale presidente Hakainde Hichilema, che nel 2021 era stato eletto con la promessa di rafforzare la democrazia in Zambia. Tuttavia, durante la recente campagna elettorale, l’opposizione ha accusato Hichilema di intensificare la repressione, introducendo restrizioni sulle riunioni e sulle attività di campagna. Organizzazioni per i diritti umani, incluso Amnesty International, hanno denunciato misure che limitano la libertà di stampa e ostacolano l’espressione del dissenso.
Dopo le elezioni, la situazione nel paese era caratterizzata da elevata tensione: venerdì, la commissione elettorale ha sospeso temporaneamente il conteggio dei voti a causa di episodi di violenza contro il personale elettorale e del furto di schede già contrassegnate. L’opposizione ha criticato questa sospensione, temendo potesse essere utilizzata per interferire nel processo elettorale. Sebbene il conteggio non sia ancora completato, i risultati parziali mostrano Hichilema in vantaggio, con l’annuncio dei risultati definitivi previsto per lunedì.