Roma, 26 novembre 2025 – La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella esprime preoccupazione riguardo alla legge sul consenso, sostenendo che “ha avuto un percorso brevissimo perché si voleva arrivare ad approvarla il 25. Però abbiamo detto meglio prendere più tempo e però approvare una legge convincente”. Roccella sottolinea che ci sono “molti punti” da chiarire, evidenziando la forte perplessità emersa dopo l’approvazione alla Camera, in particolare da figure significative come l’ex presidente delle Camere Penali, Caiazza. Questi dubbi richiedono un approfondimento, ma la legge verrà sicuramente approvata, riporta Attuale.
La ministra fa riferimento al principio di consenso già presente nella giurisprudenza italiana, affermando che l’obiettivo è “evitare il rischio del rovesciamento dell’onere della prova”. Tuttavia, questa affermazione ha suscitato una reazione decisa da parte del giudice Roia, che afferma che non è “assolutamente vero” che introdurre il concetto di consenso libero e attuale nel reato di violenza sessuale implichi un’inversione dell’onere della prova. Roia chiarisce che sarà il pubblico ministero, e non la donna, a dover dimostrare che il rapporto è avvenuto senza un libero consenso, definendo la preoccupazione della ministra come “una suggestione, un profondo sbaglio giuridico-processuale” e un possibile “pretesto per non approvare una legge di civiltà”.
Roccella respinge ogni ipotesi di retromarcia, affermando: “Il Parlamento ha le sue prerogative: se il Senato vuole approfondire, è giusto che lo faccia. La legge sul femminicidio è stata approvata ieri dopo un lungo lavoro, e non può essere oscurata da piccole polemiche. La legge sul consenso si farà”. La ministra continui dicendo che il lavoro è ora in carico alla commissione Giustizia, guidata da Giulia Bongiorno, senza dubbi sulla necessità di proteggere le donne dalla violenza.
Salvini: testo troppo interpretabile
Anche il ministro Matteo Salvini interviene e afferma che il ddl sul consenso è “assolutamente condivisibile come principio”, ma avverte che una legge che lascia troppo spazio alla libera interpretazione potrebbe congestionare i tribunali e non contribuire a ridurre le violenze. Salvini sostiene che questo “consenso preliminare, informato e attuale” potrebbe essere sfruttato per vendette personali. Ha dichiarato: “Il reato deve essere circoscritto”.
Nordio: solo un rinvio per questioni tecniche
Sul ddl sul consenso, il ministro Carlo Nordio chiarisce che si tratta di “un rinvio”, rimanendo “fiducioso” che la norma sarà approvata. “Che cosa sia successo ieri – afferma Nordio a margine di un incontro – non lo so, è stata una iniziativa dei gruppi parlamentari, ma posso dire che è un piccolo slittamento dovuto a dei riferimenti tecnici necessari. Quando si interviene su una legge penale, anche una virgola può cambiare completamente il significato. Bisogna stare estremamente attenti alla tecnica redazionale, e questo richiede un’opera di cesello che non sempre viene effettuata, ma c’è unità di consenso sul contenuto.”