Studentessa del Giulio Cesare denuncia una lista di stupri: “Non ho paura”

29.11.2025 19:15
Studentessa del Giulio Cesare denuncia una lista di stupri: “Non ho paura”

Roma, shock per la “Lista stupri” al liceo Giulio Cesare

Roma, 20 novembre 2025 – Una studentessa del Giulio Cesare di Roma ha denunciato un atto di violenza con l’apparizione di un elenco di nomi di ragazze, intitolato “Lista stupri”, nel bagno maschile della scuola. “Ci sono anche io in quella lista”, ha affermato, evidenziando l’assurdità della situazione. “Sono schifata e arrabbiata”, ha dichiarato davanti alle telecamere, mobilitando una vasta copertura mediatica che ha colto l’attenzione dell’opinione pubblica dopo il recente evento legato alla Giornata internazionale contro la violenza contro le donne, riporta Attuale.

La studentessa ha ulteriormente sottolineato come la scuola dovrebbe essere “un posto sicuro”, affermando di “doversi sentire libera di passare per i corridoi”, una realtà che purtroppo non corrisponde alla sua esperienza attuale. Le ragazze hanno subito denunciato l’accaduto, supportate dal collettivo ‘Zero Alibi’ e dai rappresentanti d’istituto. “L’intera comunità studentesca ha collaborato per diffondere la notizia e far sì che ricevesse attenzione. Non si può ammettere un atto di violenza“, hanno affermato, necessitando una risposta forte contro tali atteggiamenti. “La sicurezza delle studentesse è a rischio: quella lista è una vera e propria minaccia scritta“.

Il dirigente scolastico, Paola Senesi, ha definito l’episodio “ottusi graffiti vandalici” e ha condannato “qualsivoglia stereotipo e violenza di genere, sia essa fisica, verbale, psicologica o digitale”. La reazione politica è stata bipartisan, con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che ha definito l’assurda lista “abominevole” e “raccapricciante”, chiedendo indagini e sanzioni adeguate. Anche il Partito Democratico ha colto l’opportunità per riaccendere il dibattito sull’importanza dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole.

Il collettivo ‘Zero Alibi’ ha sintetizzato il sentimento delle studentesse, affermando in un post sui social: “Una scritta sul muro può essere cancellata, ma la cultura alla base del messaggio no, va combattuta. Questo gesto oltre a essere di una gravità inconcepibile, dimostra la società patriarcale in cui ancora oggi tutti noi viviamo. Usare la violenza sessuale come arma, come minaccia o scherno, significa alimentare ed essere parte attiva della stessa cultura che ogni giorno uccide, ferisce, opprime, umilia e zittisce le donne. Significa sentirsi autorizzati a trattare i corpi femminili come oggetti, come bersagli, come componenti di una lista. E questo è intollerabile”.

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