Focolaio di hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius: tre morti e cinque contagi
Roma, 8 maggio 2026 – “Non ci sarà una nuova pandemia”. Lo afferma Drew Weissman, l’immunologo premiato con il Nobel nel 2023 per i vaccini contro il Covid-19: “L’hantavirus si trasmette tra uomini ma non si diffonde velocemente come il Covid”. Rassicurazioni arrivano anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che esclude la possibilità di una grande epidemia, riporta Attuale. Tuttavia, il focolaio scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius, in viaggio dal Sudamerica verso le Canarie (3 morti e 5 contagi accertati), rappresenta un rischio serio per la salute pubblica. Sebbene il pericolo per la popolazione generale resti “assolutamente basso” secondo l’OMS, ci sono timori circa la possibile manifestazione di nuovi casi.
L’incubazione dell’hantavirus può durare fino a 8 settimane, durante le quali il soggetto infetto non manifesta sintomi ma può trasmettere l’infezione. Una buona notizia riguarda la hostess della KLM, entrata in contatto con un passeggero della crociera successivamente deceduto in Sudafrica; il test della donna è risultato negativo, ha dichiarato una portavoce dell’OMS.
Le autorità sanitarie mondiali sono impegnate nel monitoraggio dei casi sospetti; l’ultimo riguarda un cittadino britannico sulla remota isola di Tristan da Cunha, nell’Atlantico meridionale. Il possibile contagio sarebbe legato alla crociera e attualmente nessuno a bordo della MV Hondius manifesta sintomi. La nave è prevista in arrivo a Tenerife domenica prossima.
In Italia, l’allerta è bassa: nessun passeggero della nave MV Hondius ha nazionalità italiana, né vi risiede; tuttavia, a bordo ci sono cittadini provenienti da tutta Europa, inclusi Belgio, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Spagna. Data l’attuale era di globalizzazione, il contagio potrebbe migrare facilmente. L’Istituto Superiore della Sanità ha pertanto distribuito un vademecum con domande e risposte sugli hantavirus per informare la popolazione.
Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e possono occasionalmente essere trasmessi all’uomo. L’infezione umana può causare gravi malattie e talvolta la morte, variando a seconda del tipo di virus e dell’area geografica. Diverse specie di orthohantavirus, tra cui il virus Andes e il virus Sin Nombre nelle Americhe, sono note per causare patologie significative. Nel 2025, 229 casi di hantavirus sono stati segnalati nella Regione delle Americhe, con 59 decessi e un tasso di letalità del 25,7%. In Europa, nel 2023 sono stati registrati 1885 casi, il tasso più basso dall’inizio della registrazione dei dati.
L’infezione da hantavirus si trasmette principalmente attraverso il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti e toccando superfici contaminate. I casi umani sono più frequentemente segnalati in ambienti rurali come foreste e fattorie, dove è maggiore il rischio di esposizione. Sebbene non comune, è stata documentata una limitata trasmissione interumana della sindrome polmonare da hantavirus in contesti comunitari.
La sindrome da hantavirus umano si manifesta con sintomi come mal di testa, vertigini, brividi, febbre, mialgia e problemi gastrointestinali, seguiti da difficoltà respiratoria e ipotensione. I sintomi possono apparire da 2 a 4 settimane dopo l’esposizione iniziale, ma possono comparire anche prima o fino a otto settimane dopo l’esposizione.
Ad oggi non esiste un trattamento antivirale specifico o un vaccino contro l’infezione; la terapia è di supporto e si concentra sul monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. È fondamentale un accesso tempestivo alla terapia intensiva per migliorare gli esiti clinici.
Secondo l’ECDC, il rischio di contagio da hantavirus originatosi da questo focolaio per la popolazione generale dell’UE/SEE è molto basso. Non è previsto l’introduzione del virus nella popolazione di roditori in Europa, quindi la potenziale trasmissione dai roditori all’uomo risulta improbabile.
La prevenzione dell’infezione da hantavirus si basa sulla riduzione dei contatti tra le persone e i roditori. Le misure preventive includono l’igiene delle mani, l’etichetta respiratoria e il distanziamento fisico, oltre a specifiche precauzioni per mantenere gli ambienti puliti e privi di roditori.